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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Dalla Sata la «bocciatura»
del presidente incaricato Cottarelli

Un centinaio di lavoratori hanno firmato una lettera aperta

MELFI - Nell’ampio ed a tratti più che acceso dibattito politico scatenato negli ultimi giorni sulla formazione del Governo, dopo il conferimento dell’incarico da parte del presidente della Repubblica Mattarella a Carlo Cottarelli, si inserisce anche la voce di alcuni lavoratori della Fca Sata di Melfi. Un nutrito gruppo di lavoratori, circa un centinaio, ha deciso di scrivere una lettera aperta per esprimere il «dissenso contro la decisione del presidente della repubblica di provare a imporre un presidente del consiglio voluto dall'alta finanza internazionale». Mentre nella serata di ieri la situazione politica era ancora mutevolissima, i lavoratori lucani della Fca Sata firmatari della lettera “bocciavano” l’incarico a Cottarelli. «Quanto deciso dal Presidente della repubblica - scrivono nella lettera aperta - è inaccettabile e viola il più elementare principio di democrazia, quello espresso dal popolo al momento del voto.

È gravissimo che il governo italiano venga deciso dalle banche europee, ma è ancor più grave che il Presidente Mattarella accetti i diktat dell’alta finanza come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Non stiamo difendendo l’alleanza M5S Lega, stiamo difendendo i valori costituzionali per cui migliaia di italiani persero la vita pur di affermarli.

È inaudito quanto sta avvenendo in queste ore, senza che nessuno faccia nulla, anzi, si cerca di addolcire la pillola in nome dell’unità nazionale messa in discussione proprio dalla figura istituzionale più autorevole».

I lavoratori che hanno firmato il documento pongono l’accento anche sull’esito del voto del 4 marzo scorso. «Che senso ha - scrivono - andare a votare se a fronte della decisione presa da milioni di persone prevale la volontà di pochi ricchissimi e potentissimi personaggi.

Personaggi che va ricordato hanno distrutto lo stato sociale. Le lavoratrici e i lavoratori della Fca di Melfi esprimono totale disapprovazione per questo che sembra essere un vero e proprio atto autoritario e lesivo per la democrazia.

Nessuno può chiedere al popolo italiano di accettare un Presidente del consiglio imposto dalle banche e non dai cittadini.
Lo spread fa paura agli investitori perché abbiamo accettato di essere schiavi dell’alta finanza, perché si sono barattati i valori e la storia di un popolo con gli interessi economici di quattro banchieri senza scrupoli».

Il documento pervenuto via mail in redazione reca in calce poco più di cento firme.

«In poche ore - scrivono i lavoratori - abbiamo raccolto un centinaio di adesioni tra i colleghi dello stabilimento automobilistico lucano , come potrete constatare, e altre ne continuano ad arrivare».

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