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Basilicata, nella terra del greggio
«si impenna» costo carburanti

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Basilicata, nella terra del greggio «si impenna» costo carburanti

PIERO MIOLLA

Più petrolio si estrae in Basilicata, maggiore continua ad essere il costo del carburante. In una fase nella quale il prezzo della benzina sale in tutta Italia, la nostra regione continua ad essere quella dei “giocondi”, come se non bastasse essere il serbatoio d’Italia. Il popolo lucano, infatti, viene vessato anche dai prezzi alla pompa, tra i più alti del Belpaese. Tranne che per il Gpl, infatti, per le altre tipologie di carburanti i prezzi medi lucani registrati ieri sono stati superiori alla media nazionale. Dal sito carburanti.italia.it si rileva che in Basilicata, ieri, il prezzo medio della benzina è stato di 1,595.750 euro (con punte di 1,930 per il servito e 1,679 per il self, secondo il sito https://carburanti.sviluppoeconomico.gov.it), superiore a quello della media nazionale di 1581,005. Il gasolio, sempre nella giornata di ieri e sempre secondo il sito specializzato carburanti.italia.it, è invece costato mediamente 1,465,385 (con punta massima di 1,809 per il servito e di 1,619 per il self), anche in questo caso superiore alla media nazionale che è stata di 1.452,99. Il metano è invece costato mediamente 984,500 rispetto alla media nazionale di 972,782. Infine, il Gpl: è costato mediamente 631,007 (con punte di 656), a fronte di una media nazionale questa volta più alta, precisamente di 643,034. Insomma, c’è poco da stare allegri: oltre ad essere la fonte primaria per il nostro Paese in fatto di petrolio, dunque, siamo costretti nostro malgrado a veri e propri salassi al momento di fare rifornimento.

Ma non dovrebbe essere il contrario? La politica lucana, sul punto, può fare qualcosa? Supponiamo di sì, ma fino ad ora anche su questo fronte si è visto molto poco. Il tema del “caro carburanti” è d’attualità sia perché questi sono giorni nel corso dei quali i prezzi continuano a salire, ma anche perché si approssimano ben due “ponti”: quelli del 25 aprile e del 1° maggio, che per i più fortunati sarà una unica, lunga settimana di vacanza. Proprio questo collegamento, tra prezzi alle stelle dei carburanti e vacanze imminenti, ha fatto l’onorevole Cosimo Latronico, il quale ha ricordato che «8 milioni di italiani si preparano a partire per i ponti di primavera mentre il costo della benzina e del gasolio continua a salire. Eni, Esso, Total, Q8 hanno aumentato almeno di un centesimo il costo alla pompa della benzina e del petrolio. Eppure il prezzo al barile è di 63,48 dollari. Nei mesi scorsi i prezzi dei carburanti avevano fatto registrare una notevole riduzione tant’è che il gasolio veniva distribuito a 1,2 euro al litro. Crediamo che la decisione di elevare il prezzo dei carburanti alla pompa non risponda ad equilibri di prezzo della materia prima, piuttosto a manovre speculative delle concessionarie a danno dei consumatori. Il ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe intervenire con tempestività richiamando le compagnie ad una politica dei prezzi equilibrata, senza scaricare gli aumenti sui bilanci delle famiglie e delle imprese italiane. Ugualmente suggerisco al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, di convocare un tavolo con le compagnie Eni, Total, Schell, che estraggono in modo significativo in Basilicata, per impegnarle a praticare negli impianti di loro competenza, installati nel territorio lucano, prezzi calmierati per evitare il paradosso, tuttora esistente, che proprio in Basilicata, la terra delle estrazioni, il prezzo del carburante alla pompa è più alto che in altre Regioni d’Italia».

D’altra parte, qualcosa si deve pur fare: non è possibile approfittare in questo modo di un popolo sfruttato e spesso zittito dai suoi stessi rappresentanti politici, sempre molto attenti a tutelare gli interessi delle grandi multinazionali e quelli più personali, in danno di quelli della collettività. Alla quale, forse, non rimane che un’unica arma: il voto, per provare a disarcionare sacche di potere ormai vetuste e radicate, nella speranza che chi dovesse sostituire coloro che detengono siffatte sacche di potere sappiano curare di più e meglio gli interessi collettivi.

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