Sabato 06 Giugno 2020 | 21:07

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IL RACCONTO

Quel profumo di... mamma

Carriera, professione e un messaggio diretto al cuore. Con un nome da mettere alla bimba

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Anche quest’anno Tea era rientrata nella città che l’aveva vista crescere in occasione della festività patronale. Si era trasferita a Lucca per esercitare la professione che aveva da una vita costruito, ma nel suo cuore aveva lasciato un’area emozionale riservata al luogo che sin dalla nascita le aveva regalato esperienze di vita utili per la sua maturazione.

La professione di medico non le lasciava molto tempo libero, ma almeno una volta l’anno puntualmente dedicava la settimana in cui Lecce festeggia i suoi Santi patroni al suo riposo feriale, rientrando in quella cittadina barocca che continuava a riservarle un’accoglienza autentica e familiare, rigenerando la sua mente con ricordi e profumi che in nessun altro posto avrebbe mai potuto ritrovare. Nostalgico l’incontro con il fratello Carlo che puntualmente la ospitava insieme alla sua compagna nella sua casa di famiglia e con i due nipotini pronti ad assorbire ogni suo attimo di convivenza. Carlo rappresentava per Tea l’unico riferimento familiare dopo che un brutto incidente le aveva portato via i suoi genitori, ed entrambi erano ben consapevoli che nessuna distanza geografica avrebbe mai potuto annullare quell’amore e complicità che alimentavano quotidianamente il loro rapporto.

Anche se non si frequentavano per motivi logistici, ogni giorno utilizzavano ogni mezzo per aggiornarsi di continuo su tutto, cose importanti ma anche piccoli dettagli superflui che trasmettevano quel senso di appartenenza che bisogna solo “provare” per capirne l’intensità. Ai momenti con Carlo, Tea alternava piccole soste confidenziali con l’amica del cuore Ludovica. Con lei era cresciuta la sua parte di donna più intima; insieme avevano costruito un forziere di confidenze che nessun altro conosceva e ad ogni incontro si ripeteva quella «confessione» senza eguali che lasciava ad entrambe la certezza di poter parlare di tutto senza il minimo sospetto di poter essere giudicate. «Se un giorno avrò mai una figlia - era solita affermare Tea - avrà il tuo nome».

Ed è ben chiaro che non era solo il nome che le piaceva, ma anche il ricordo racchiuso in un nome di una persona che rappresentava un’amicizia unica. «Non farmi aspettare tanto prima di ritrovarti mamma», ribatteva ironicamente l’amica Ludovica, ben consapevole del fatto che Tea aveva messo sempre al primo posto nella sua vita l’amore per la medicina, tralasciando ogni obiettivo di famiglia e figli. Sin dagli studi universitari, infatti, aveva sempre rifiutato legami duraturi per portare a termine il suo progetto professionale e ad obiettivo raggiunto si ritrovava ancora sola a 40 anni tutta presa dalla sua professione che esercitava con amorevole dedizione.

Da due anni dirigeva il reparto di Oculistica e il tempo che intervallava tra i turni ospedalieri lo dedicava alla lettura vorace di testi di ogni genere, circondata dalle imponenti mura di Lucca. Era la lettura la sua anima vitale e la ricarica per affrontare la sua quotidianità. Ludovica conosceva bene questa sua passione e puntualmente ogni volta che la rivedeva le lasciava in dono un libro che Tea custodiva gelosamente. «Tieni aggiungi ai tuoi libri anche questo» , le disse abbracciandola Ludovica tirando fuori dalla sua borsa un pacchetto con fiocco rosso. Il momento del distacco era per entrambe doloroso ma c’era in loro la certezza che si sarebbero comunque e sempre cercate perché non si rinuncia alla vera amicizia, quando è vera amicizia. Tea rispose all’abbraccio con tutta la sua forza e la lasciò con un commosso «a presto mia cara». Poi con il libro stretto tra le sue braccia ancora impacchettato si diresse verso il parcheggio della sua macchina attraversando la villa comunale e come era solito fare si fermò su una panchina per aprire incuriosita il regalo. Lo scartò con molta cura e rimase colpita dal titolo che imponente le rimbalzò con forza nel cuore. «Profumo di mamma»… e dopo il titolo arrivò velocemente alla dedica impressa con chiarezza dalle mani di Ludovica: «Non rinunciare al profumo della maternità, è l’unica fragranza che ci accompagna sino alla fine dei nostri giorni…». Con occhi visibilmente umidi, Tea ricercò velocemente il contatto whatsapp di Ludovica e si affrettò a scrivere «ci penserò…grazie». A volte basta veramente poco per farci riflettere…

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