Le FFSS: «Non tutte le traversine sono pericolose. Le smaltiremo in tempi ristretti»
di LUCREZIA D'AMBROSIO
BARI - Le traversine in legno, nelle stazioni gestite da Ferrovie dello Stato ci sono, impossibile negarlo. Ma in parte sono di ultima generazione, impregnate cioè con sali che sostituiscono il creosoto, in parte sono lì per essere smaltite in tempi ristretti. In almeno un caso lo smaltimento è previsto tra meno di una settimana. Ferrovie dello Stato interviene nella questione relativa alla presenza e alla vendita delle traversine cancerogene in legno. E vuole fare chiarezza.
«Dagli anni '90 - precisano i vertici della società - le Ferrovie non vendono più a privati traversine in legno in disuso. Quando ciò avveniva i privati sottoscrivevano un impegno ad usare il legname solo per recinzioni o palizzate. Usi diversi non erano ammessi. La cessione alle ferrovie albanesi di traversine in legno, selezionate fra quelle migliori, rientrava nell'ambito degli accordi siglati, anche a livello governativo, per il sostegno ed il rilancio del vicino Paese balcanico. Quindi nel pieno rispetto di accordi internazionali».
Ma c'è di più. «Dal 2004, sono state smaltite circa 17mila tonnellate di traversine fuori uso». Le stazioni del gruppo Ferrovie dello Stato dove sono stoccate traversine in legno, almeno in relazione ai siti censiti fino a questo momento, sono Bari Torre a Mare, Bari Parco Nord, Gioia del Colle, Altamura e Molfetta. Le altre località appartengono a ferrovie concesse. Per passare ai fatti, a Torre a Mare, ci sono 8 traverse fuori uso, utilizzate come piano d'appoggio per montare gli elementi di due nuovi scambi che dovranno essere installati in stazione; a Bari Parco Nord, è di circa 3 metri cubi il volume delle traverse accatastate, tutte regolarmente registrate; è in corso l'iter di smaltimento; a Gioia del Colle, sono stoccate 88 traverse di nuovo tipo, quelle impregnate con sali, e sono coperte con teloni; a Molfetta, sono complessivamente 279 le nuove traversine accatastate; il 25 agosto, lunedì prossimo, saranno smaltite le altre 23 traverse fuori uso, regolarmente registrate; ad Altamura, sono 50 le nuove traverse stoccate. Da quasi due anni, mese più mese meno, Rete Ferrovie italiane utilizza dunque un nuovo tipo di traversina, impregnata con sali, con caratteristiche completamente differenti da quelle utilizzate in precedenza, bagnate con olio di creosoto.
«Queste nuove traverse, che - precisano i vertici di Ferrovie - non sono più considerate merce speciale, sono utilizzate soprattutto nei tratti di linea in curva e per particolari scambi». In ogni caso, secondo Ferrovie dello Stato, «la produzione e la vendita di traversine in legno per attività ferroviarie sono ammesse. È possibile il riuso in ambito ferroviario. Nel corso delle attività di manutenzione agli scambi e ai binari degli scali ferroviari, laddove sono ancora in uso, le traverse in legno vengono sostituite utilizzando quelle, in buone condizioni, recuperate dalle linee ferroviarie. Tale attività viene effettuata durante gli interventi di rifacimento della sede dei binari: le traverse in legno sono sostituite con quelle in cemento armato precomp resso». Ma su un fatto non si transige. «Lo smaltimento delle traverse in legno non utilizzate viene effettuato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) nel completo rispetto delle leggi in materia di sicurezza ed è affidato, sulla base di un Contratto nazionale per il servizio di smaltimento delle traverse in legno impregnate con olio di creosoto tolte d'opera, a ditte specializzate ed autorizzate al recupero, trasporto e smaltimento certificato. Dimostrazione dell'alta attenzione di RFI in tema ambientale è la certificazione ISO 14001:2004 rilasciata dal TÜV, Organismo internazionale di certificazione. Complessivamente, dal 2004, la Direzione Compartimentale Infrastruttura di Bari ha regolari contratti con ditte specializzate nello smaltimento di rifiuti. Le traversine sono smaltite, come previsto dal D.lgs 4 del 16 gennaio 2008, entro 120 giorni».
BARI - Le traversine in legno, nelle stazioni gestite da Ferrovie dello Stato ci sono, impossibile negarlo. Ma in parte sono di ultima generazione, impregnate cioè con sali che sostituiscono il creosoto, in parte sono lì per essere smaltite in tempi ristretti. In almeno un caso lo smaltimento è previsto tra meno di una settimana. Ferrovie dello Stato interviene nella questione relativa alla presenza e alla vendita delle traversine cancerogene in legno. E vuole fare chiarezza.
«Dagli anni '90 - precisano i vertici della società - le Ferrovie non vendono più a privati traversine in legno in disuso. Quando ciò avveniva i privati sottoscrivevano un impegno ad usare il legname solo per recinzioni o palizzate. Usi diversi non erano ammessi. La cessione alle ferrovie albanesi di traversine in legno, selezionate fra quelle migliori, rientrava nell'ambito degli accordi siglati, anche a livello governativo, per il sostegno ed il rilancio del vicino Paese balcanico. Quindi nel pieno rispetto di accordi internazionali».
Ma c'è di più. «Dal 2004, sono state smaltite circa 17mila tonnellate di traversine fuori uso». Le stazioni del gruppo Ferrovie dello Stato dove sono stoccate traversine in legno, almeno in relazione ai siti censiti fino a questo momento, sono Bari Torre a Mare, Bari Parco Nord, Gioia del Colle, Altamura e Molfetta. Le altre località appartengono a ferrovie concesse. Per passare ai fatti, a Torre a Mare, ci sono 8 traverse fuori uso, utilizzate come piano d'appoggio per montare gli elementi di due nuovi scambi che dovranno essere installati in stazione; a Bari Parco Nord, è di circa 3 metri cubi il volume delle traverse accatastate, tutte regolarmente registrate; è in corso l'iter di smaltimento; a Gioia del Colle, sono stoccate 88 traverse di nuovo tipo, quelle impregnate con sali, e sono coperte con teloni; a Molfetta, sono complessivamente 279 le nuove traversine accatastate; il 25 agosto, lunedì prossimo, saranno smaltite le altre 23 traverse fuori uso, regolarmente registrate; ad Altamura, sono 50 le nuove traverse stoccate. Da quasi due anni, mese più mese meno, Rete Ferrovie italiane utilizza dunque un nuovo tipo di traversina, impregnata con sali, con caratteristiche completamente differenti da quelle utilizzate in precedenza, bagnate con olio di creosoto.
«Queste nuove traverse, che - precisano i vertici di Ferrovie - non sono più considerate merce speciale, sono utilizzate soprattutto nei tratti di linea in curva e per particolari scambi». In ogni caso, secondo Ferrovie dello Stato, «la produzione e la vendita di traversine in legno per attività ferroviarie sono ammesse. È possibile il riuso in ambito ferroviario. Nel corso delle attività di manutenzione agli scambi e ai binari degli scali ferroviari, laddove sono ancora in uso, le traverse in legno vengono sostituite utilizzando quelle, in buone condizioni, recuperate dalle linee ferroviarie. Tale attività viene effettuata durante gli interventi di rifacimento della sede dei binari: le traverse in legno sono sostituite con quelle in cemento armato precomp resso». Ma su un fatto non si transige. «Lo smaltimento delle traverse in legno non utilizzate viene effettuato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) nel completo rispetto delle leggi in materia di sicurezza ed è affidato, sulla base di un Contratto nazionale per il servizio di smaltimento delle traverse in legno impregnate con olio di creosoto tolte d'opera, a ditte specializzate ed autorizzate al recupero, trasporto e smaltimento certificato. Dimostrazione dell'alta attenzione di RFI in tema ambientale è la certificazione ISO 14001:2004 rilasciata dal TÜV, Organismo internazionale di certificazione. Complessivamente, dal 2004, la Direzione Compartimentale Infrastruttura di Bari ha regolari contratti con ditte specializzate nello smaltimento di rifiuti. Le traversine sono smaltite, come previsto dal D.lgs 4 del 16 gennaio 2008, entro 120 giorni».