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La città si chiede: Noordin, dove sei?

Dalla Malesia nessun segnale: restano i «post» su Facebook della Iannarelli

La città si chiede: Noordin, dove sei?

di Davide Lattanzi

BARI - Che succede, «Datò»? Ecco la domanda che si rincorre nella città del pallone. Tra i clamorosi dialoghi delle ultime ore tra il presidente Gianluca Paparesta ed il socio di minoranza, Cosmo Antonio Giancaspro, a caccia di un’intesa per mettere in sicurezza il Bari, i sostenitori pugliesi si chiedono come mai venerdì sera non si sia concretizzato l’intervento di Ahmad Noordin, peraltro dopo la sottoscrizione di un contratto preliminare d’acquisto del 50% delle quote del club, siglato lo scorso otto aprile. L’opinione generale si basava sull’ingresso del tycoon nel club biancorosso: da qui, la fiducia puntualmente espressa da Paparesta. Che l’asse con l’Asia si stia affievolendo? Il timore è fondato in una piazza che si era lasciata conquistare dalle ambizioni e dall’entusiasmo di Noordin, fermamente intenzionato ad avviare un progetto per portare il Bari in Europa o addirittura allo scudetto (al «top del top») entro un quinquennio.

Eppure, in due mesi, la presenza degli acquirenti è stata tutt’altro che sporadica. Noordin ha assistito ai match con il Como, ad Ascoli, in casa con il Modena, gara, quest’ultima, seguita pure dall’ambasciatore malese a Roma. La sua advisor, Grazia Iannarelli, in più, ha partecipato pure alla trasferta dei galletti a Perugia. Messaggi d’amore, di vicinanza, di comunità di intenti sono stati espressi in più occasioni, dal vivo e sui social network. Non più tardi dell’1 giugno, la legale Iannarelli aveva rilasciato un eloquente pensiero sul suo profilo facebook, ricordando che «da oltre 20 giorni era in Malesia per onorare gli impegni professionali assunti per portare avanti un progetto fondato su stabilità, solidità e cognizione di causa».

Che cosa, quindi, può aver ostacolato un dialogo così ben avviato? Pare che i compratori avessero alcune perplessità sul diritto di prelazione a favore di Giancaspro. L’imprenditore molfettese, infatti, pareggiando l’offerta di Noordin, avrebbe potuto rilevare il 50% del club. Tuttavia, dall’entourage del tycoon non proviene una volontà di fare marcia indietro. «Datò» vuole mantenere l’impegno morale assunto nei confronti di Paparesta e, più, ancora dell’intera città di Bari, dove, usando le sue parole, si era sentito accolto «come una star».

Probabile, quindi, che la posizione degli acquirenti si chiarisca non appena saranno appianati i rapporti tra i due soci comproprietari del Bari. La strada sicuramente si è messa in salita: il quadro che potrebbe prefigurarsi domani rende più ardua la scalata. Ma se si crede e si vuole fortemente qualcosa, nulla è impossibile. Lo aveva detto proprio «Datò».

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