Cade il segreto di Stato, da 30 anni si passa a 15

ROMA - Uno squarcio di luce sui misteri d'Italia: il 1° maggio decade il segreto di Stato per fatti risalenti ad oltre 30 anni fa. Lo prevede il regolamento pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Ma non è detto che tutto ciò che è coperto da omissis - su vicende datate 1978 o precedenti, come il caso Moro, la strage dell'Italicus, piazza Fontana - possa essere rivelato subito.
E' la legge di riforma dei servizi segreti a limitare a 15 anni la durata del segreto di Stato; proroghe al vincolo possono essere concesse al massimo per ulteriori 15 anni. Dunque, i documenti 'top secret' non potranno restare tali per più di 30 anni. Ma, stabilisce il regolamento che entrerà in vigore tra due settimane, il diritto di accesso a documenti coperti da segreto di Stato non si calcola a partire dalla data in cui è avvenuto il fatto, bensì «a decorrere dalla opposizione del vincolo o, in mancanza di essa, dalla conferma della sua opposizione secondo le norme previgenti». Così, ad esempio, per quanto riguarda la strage dell'Italicus dell'agosto del 1974, la comunicazione al Parlamento dell'apposizione del segreto di Stato da parte del Governo è avvenuta il 2 settembre del 1982. Ciò significa che i 30 anni scadranno nel 2012. Inoltre, la cessazione del vincolo del segreto di Stato «non comporta l'automatica decadenza del regime della classifica e della vietata divulgazione».

E' il presidente del Consiglio - sentita l'amministrazione interessata - a valutare in via preliminare le richieste di accesso a documenti coperti da segreto di Stato. Il premier dovrà verificare la «sussistenza in capo al richiedente di un interesse diretto, concreto ed attuale», nonchè «meritevole di giuridico apprezzamento». È sempre il presidente del Consiglio ad apporre il segreto di Stato, autonomamente, oppure su richiesta dell'amministrazione competente. Ed è ancora lui a poter disporre la cessazione del vincolo, anche prima della scadenza dei termini, qualora ritenga siano venute meno le condizioni che determinarono l'apposizione del segreto.
Il segreto di Stato, indica il regolamento, «è finalizzato alla salvaguardia dei supremi ed imprescindibili interessi dello Stato». Tra questi «l'integrità della Repubblica, anche in relazione ad accordi internazionali; la difesa delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento; l'indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e le relazioni con essi; la preparazione e la difesa militare dello Stato».
Il provvedimento pubblicato oggi in gazzetta Ufficiale è l'unico dei 12 regolamenti attuativi della legge di riforma dei servizi segreti ad essere stato licenziato dal Governo, dopo il parere fornito dal Comitato per la sicurezza della Repubblica (Copasir). Gli altri 11 - già predisposti da Palazzo Chigi - dovranno essere esaminati dal prossimo Copasir.
Massimo Nesticò
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