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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Alta capacità, ripartono i lavori sulla Foggia-Bovino

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Riparte l’alta capacità ferroviaria, il cantiere lungo la Foggia-Bovino scalo toglierà i sigilli ai primi di novembre dopo due anni di stop forzato a causa delle difficoltà della ditta appaltatrice finita in amministrazione controllata. Ieri a Foggia in prefettura il responsabile investimenti di Rfi, Roberto Pagone, ha ufficialmente consegnato il cantiere alla nuova impresa appaltatrice, D’Agostino di Avellino, che dovrà completare il raddoppio di 23 chilometri sul primo tratto della linea entro «la fine del 2016» sempre che non vi siano altri intoppi, ormai all’ordine del giorno in questo tormentato appalto.Anche la ripresa dei lavori, tuttavia, porta con sè le preoccupazioni dei sindacati che temono per la sorte dei circa 200 lavoratori delle ditte del subappalto la cui situazione risulterebbe al momento «sospesa» in attesa di una valutazione complessiva delle imprese che affiancheranno la D’Agostino nell’esecuzione dei lavori. Fillea Cgil e Filca Cisl preannunciano di voler «monitorare» il quadro delle ditte subappaltatrici e si appellano al «protocollo di legalità sugli appalti pubblici» che prevede il reintegro dei lavoratori già impiegati nel precedente appalto in caso di subentro di altra impresa. Proprio quello che è successo ai 37 ex dipendenti dell’impresa romana Rabbiosi (titolare dell’appalto fino al 2013), tutti rilevati dall’impresa D’Agostino dopo un periodo di cassa integrazione. Quanto ai subappalti c’è tutto ancora da chiarire: la D’Agostino - è stato affermato ieri - non ha firmato al momento contratti con nuove imprese. Il 20 ottobre è previsto un nuovo vertice azienda-sindacati, questa volta direttamente in cantiere, per definire anche questo aspetto.

Clausola occupazionale che sta a cuore anche al prefetto di Foggia, Maria Tirone, che invita le imprese e Rfi a «salvaguardare i lavoratori locali», tenendo conto del forte tasso di disoccupazione in Capitanata e dunque paventando il rischio di un’altra emorragia di posti di lavoro quale sarebbe il ventilato benservito ai 200 operai del subappalto.

Sul raddoppio della Foggia-Bovino scalo sono stati finanziati 150 milioni di euro, al momento dello stop ai lavori l’intervento era stato eseguito per circa la metà. Allo stato mancherebbero gli ultimi 5 chilometri per il completamento del primo binario, più gli altri ventitrè chilometri del raddoppio per il completamento. In cassa ci sono ancora 60 milioni di euro, somma giudicata sufficiente per completare l’opera nei tempi e nei modi stabiliti dal cronoprogramma di Rete ferroviaria.

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