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E la leccese Bubbico sul podio del Festival

di Gloria Indennitate

LECCE - Figlia d’arte, robusti studi al Conservatorio «Nino Rota» di Monopoli, musicista a tutto tondo, la leccese Carolina Bubbico, 25 anni il 3 febbraio, è il direttore d’orchestra più giovane che sia mai salito sul palco del Festival di Sanremo (10-14 febbraio, diretta su Raiuno). A lei è affidato il compito di accompagnare la cantautrice barese Serena Brancale in gara nella «Sezione nuove proposte» col brano Galleggiare e il gruppo Il Volo interprete di Grande amore nella «Sezione big».

Carolina Bubbico, il padre Luigi è jazzista e docente al Conservatorio di Lecce, la madre, Irene Scardia, è pianista, compositrice e nume dell’etichetta Workin’ Label, ha già alle spalle diverse esperienze di scrittura e direzione: è stata più volte la bacchetta della Swing Big Band ed ha firmato arrangiamenti orchestrali in svariate occasioni.

Nel dicembre 2012 l’approdo al cinema con la sua prima colonna sonora e la partecipazione al cast del film L’amore è imperfetto di Francesca Muci, girato a Bari. Nel mezzo il suo primo disco da solista, Controvento.

Quella del podio orchestrale nella kermesse della Città dei Fiori è una sorta di rivincita per la musicista leccese, che lo scorso anno entrò nella rosa delle 60 proposte nella selezione finale della gara dei giovani, con un nulla di fatto per il resto. «Sei troppo brava per Sanremo», qualcuno le scrisse su Facebook. Sul fronte del look, Carolina indosserà abiti di Annie P., stilista di Martina Franca.

Maestro Bubbico, come sono andate le prove all’Ariston?

«Ci sono stata già quattro giorni, ora torno di nuovo per altre prove e festeggerò lì il mio compleanno. La tappa conclusiva sarà dall’8 febbraio sino alla fine del Festival. Sono felice dell’accoglienza che tutti mi hanno riservato. Il volto nuovo suscita curiosità e in tanti sono andati alla ricerca di ciò che ho già fatto. Devo dire che l’atmosfera è davvero eccezionale».

Con quale scaletta?

«Prima Il Volo, poi Serena Brancale».

Qualche nota tecnica sull’esecuzione dei brani?

«La canzone Grande amore è arrangiata da Celso Valli, gran firma a livello nazionale, e chiunque l’abbia ascoltata ne ha detto un gran bene. Si tratta di un brano imponente, impostato nella sua struttura sui toni forti con l’utilizzo del massimo dell’organico dell’orchestra, quindi di grande impatto sonoro. “Quello de Il Volo è un pezzo vincente”, è stato esclamato da più parti».

Riguardo alla «nostra» Brancale?

«Galleggiare è un brano scritto da lei e arrangiato da me. È un pezzo nato in quartetto, infatti Serena si porterà i suoi musicisti. In seguito è stato rivisto per poter usufruire dell’ampiezza dell’orchestra, a cominciare dagli archi cui abbiamo aggiunto la sezione dei fiati. È piaciuto molto e gli orchestrali ci hanno fatto tantissimi complimenti. Certamente è un brano diverso dai consueti canoni di Saremo, è una ballad jazz molto raffinata, di ampio respiro sull’uso timbrico degli strumenti».

Lei e Serena coronate in questo modo una proficua collaborazione artistica, giusto?

«Siamo molto amiche e il nostro percorso artistico, iniziato quattro anni fa, non si è più interrotto. Il progetto, B-Duet prende spunto proprio dell’iniziale dei nostri cognomi e durante i concerti eseguiamo brani inediti scritti a quattro mani o rielaborazioni di pezzi r’n’b. Oltre a cantare, io suono piano e loop station, lei è sia alla voce che al multipad. A volte ci esibiamo in quartetto con Mimmo Campanale e Luca Alemanno, che suoneranno con Serena a Sanremo, accompagnati da Beppe Fortunato».

La cantante salentina Emma Marrone «valletta» del conduttore Carlo Conti. Vi conoscete?

«Qualche anno fa introdussi il suo concerto alla Notte rosa di Otranto, dopo non l’ho più vista, i presentatori non ci sono durante le nostre prove. Può darsi che ci incroceremo di nuovo durante le generali di Sanremo prima della diretta tv. Chissà».

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