Domenica 16 Dicembre 2018 | 03:00

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Manfredonia, per il maltempo in 39 dirottati a Taranto

TARANTO - Sono sbarcati al porto di Taranto dal mercantile "Aby Jeannette" 38 naufraghi (e non 39 come si era appreso in un primo momento) del traghetto Norman Atlantic. In occasione del loro arrivo erano presenti anche il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, il prefetto, Umberto Guidato, il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete e il questore, Enzo Mangini.

I naufraghi, tutti in buone condizioni, tranne tre uomini che presentano ferite non gravi, sono stati trasportati con bus nella sede della Capitaneria di porto per essere rifocillati.

Il sindaco ha evidenziato l’importanza del coordinamento tra le varie istituzioni per “dare subito risposte a chi ha vissuto una terribile esperienza e far sentire la vicinanza degli italiani e dei tarantini a questo loro grande dolore”.

Il comandante della Capitaneria di porto, Giuseppe Famà, ha fatto presente ai giornalisti che prima dell’attracco è stato fatto salire a bordo un ufficiale della Guardia Costiera per controllare le condizioni dei naufraghi. “La nave che li ha recuperati – ha aggiunto – è molto grossa, lunga 220 metri e ha un pescaggio di circa 14 metri. In Adriatico non ci sono porti che hanno questo pescaggio, bisogna arrivare o a Venezia o qui a Taranto”.

LA CRONACA DI IERI

di Filippo Santigliano


Manfredonia - Quando hanno visto il profilo del promontorio del Gargano, maestoso nonostante il maltempo, hanno pensato che la loro odissea sarebbe di lì a poco finita. I primi ad essere salvati, gli ultimi a sbarcare sulla terraferma. Invece, come se la sorte fosse dettata dalla perfida legge del «contrappasso», i 39 superstiti della «Norman Atlantic» che per primi erano riusciti a salvarsi a bordo delle scialuppe (l’erogazione dell’energia elettrica a bordo del traghetto era regolare in quel momento) e a raggiungere il mercantile «Aby Jeannette» battente bandiera maltese, hanno dovuto fare marcia indietro e rimanere a bordo del gigantesco tir dell’acqua in attesa di nuovi ordini e di una nuova rotta. Si va a Taranto. Così l’ultimo «bollettino» di Protezione civilee Capitanerie di porto.
La sfortuna si è accanita verso quelle persone che rientravano dopo una vacanza in Grecia: albanesi, bulgari, tedeschi, greci; 5 i minori; due italiani e tra di loro tre i feriti non gravi.

Dirottato sul golfo di Manfredonia non per le capacità logistiche del porto ma perché ritenuto più riparato dai venti dopo l’inutile tentativo di sbarcare prima a Brindisi e poi a Bari, l’«Aby Jeannette» è rimasto a circa dieci miglia dall’approdo sipontino per una decina di ore in attesa di poter far sbarcare i 39 superstiti (tra cui due italiani) con la formula del trasbordo, e cioè dal mercantile alle motovedette della Capitaneria di porto.

Invece le acque del Golfo, complice un forte vento di Grecale, hanno cominciato a fare i capricci, ma di quelli che non ti consentono di stare tranquillo e, come se mancasse un tassello alla sfortunata spedizione della «Aby Jeannette», sullo sponde del Golfo di Manfredonia si è scatenata anche una tormenta di neve, ma di quelle che si registrano in «rosso» negli annali con tanto di documentazione fotografica. A Manfredonia non accadeva da anni.

A quel punto si è capito che le operazioni di «trasbordo» sarebbero state davvero difficili. Soprattutto dopo il ritorno in porto della motovedetta con a bordo la dottoressa Michela Lombardi, della Croce rossa italiana, che avrebbe dovuto verificare le condizioni dei passeggeri a bordo del mercantile. Tentativo inutile. L’unico obiettivo raggiunto è stato quello di far «salire» a bordo altre coperte.

A Manfredonia, va detto, la macchina organizzativa allestita dal Comune in collaborazione con la Prefettura di Foggia e la Protezione civile, è stata perfetta. Sin dal mattino erano pronte tende (riscaldate) per l’accoglienza dei superstiti ed ovviamente anche gli indirizzi degli alberghi dove i passeggeri della «Norman» sarebbero stati sistemati in attesa dei parenti. Per garantire l’ospitalità iI Comune aveva messo a disposizione anche la Casa famiglia «don Carmone», la Casa della Carità «SS Salvatore», la Casa dei diritti di Siponto,

«È stata una grande esercitazione di emergenza perfettamente condotta», ha commentato il comandante Notaro non senza una punta di delusione. «La macchina dei soccorsi - ha rilevato l’assessore ai servizi sociali del Comune di Manfredonia, Paolo Cascalla che ha coordinato le operazioni a terra - è stata mastodontica, completa in ogni sua parte, pronta ad ogni evenienza».

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