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Bertinotti: «il Governo agisca su pensioni e precarietà, o va casa»

presidente della Camera, Fausto BertinottiROMA - «Do un consiglio al governo: dia una risposta agli italiani su due domande cruciali: le pensioni e la precarietà, altrimenti se non si dà una risposta la politica va a casa». Lo afferma il presidente della Camera Fausto Bertinotti in una intervista a Repubblica Radio.
A Bertinotti «pare più un'autodifesa» che Romano Prodi parli di Italia «paese malato». La crisi, sostiene, investe tutta l'Europa «perchè non riesce ad avere una sua idea, un'immagine del futuro. Il punto è che le risposte sono inadeguate a questa malattia».

A FINE LEGISLATURA POTREI LASCIARE
Fausto Bertinotti potrebbe dire addio alla politica attiva alla fine della legislatura. «Mi pare di sì», risponde a una domanda in tal senso a Repubblica Radio. «Ho 67 anni, e a questa età un ritorno a una attività politica di direzione sarebbe l'ultima cosa a cui pensare. Far politica costa molta fatica fisica e ho sempre pensato che in politica è un optional mentre quello che conta veramente è lo stato di salute. Anche nella responsabilità di direzione politica ci deve essere un limite di età: se vale per i Vescovi... In questo - conclude - in Italia siamo molto indietro».

CI SARANNO TAGLI SU VITALIZI DEPUTATI
I Questori della Camera stanno lavorando a degli interventi per tagliare il costo della politica nella redazione del bilancio interno di Montecitorio. Interventi che «riguarderanno anche il vitalizio dei parlamentari».
Bertinotti ha anche parlato della vicenda dei portaborse di Camera e Senato, per l'accreditamento dei quali è stato imposto l'obbligo ai parlamentari di stipulare con loro un contratto. «Prima di questa decisione - spiega - non erano dei precari, ma facevano lavoro nero in quanto venivano pagati in nero».

SINISTRA SI ORGANIZZI IN DUE GRANDI AGGREGAZIONI
La sinistra italiana deve organizzarsi in «due grandi aggregazioni: una riformista e una alternativa», che siano «in competizione ma anche pronte a convergenze tra loro». «Penso - spiega a Repubblica radio - che nell'Europa di oggi sia difficile immaginare un partito di tutte le sinistra, anche se sarebbe auspicabile in sè. Oggi è necessario realizzare le condizioni in cui sostanzialmente due sinistre, quella riformista e quella alternativa, esprimano ciascuna una soggettività politica, che debbano poter convergere quando abbiano programmi comuni e sfidarsi sui tempi non più lunghi delle alternative di società. Penso che solo così si possa rispondere alla crisi della politica in Europa su questo versante».

QUESTIONE POLITICA,IN ITALIA PIU'GRAVE CHE IN UE
Quella che attraversa la politica italiana «è una accelerazione della crisi europea, di cui è più grave»: lo afferma il presidente della Camera Fausto Bertinotti nell'intervista, secondo cui la crisi va individuata principalmente «nella perdita del ruolo dei partiti, riducendo la politica a mera amministrazione».
«Una democrazia - ribadisce - non può vivere senza dei partiti che ci mettano la faccia ogni giorno e non ogni cinque anni presentandosi alle elezioni». Detto questo, Bertinotti in Italia individua un problema di criticità anche nel bicameralismo perfetto, da cui «nasce una fragilità e una debolezza del percorso legislativo che determina conseguenze drammatiche sull'intero percorso legislativo».
Problema analogo viene determinato dai regolamenti parlamentari. Per questo, Bertinotti auspica una riforma «che però entri in vigore dalla prossima legislatura, così che nessuno tema oggi di perdere le proprie rendite di posizione».

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