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Donna uccisa in Umbria: le tappe della vicenda

- 25 MAGGIO: Barbara Cicioni, 33 anni, incinta di otto mesi, viene trovata uccisa nella sua abitazione di Compignano, nel comune di Marsciano in Provincia di Perugia. A lanciare l'allarme il marito, che afferma di essere uscito per fare delle commissioni e di aver trovato al suo rientro la casa a soqquadro e la moglie senza vita, sul pavimento della camera da letto vicino all'armadio. Al momento dell'omicidio i due figli della coppia, di otto e quattro anni, dormivano nell'altra stanza. Partono subito le indagini e insieme al medico legale e al pubblico ministero lavorano sul posto i militari del reparto investigazioni scientifiche del Comando provinciale di Perugia. Inizialmente l'ipotesi più accreditata è quella della rapina: la casa viene trovata sottosopra e dalla cassaforte della villetta mancano 1.500 euro. La cassaforte però non è stata manomessa ma aperta con le chiavi, che solitamente la coppia nascondeva tra la biancheria. D'altra parte, appena due mesi fa la casa era stata visitata da ladri che avevano portato via un bottino di qualche migliaia di euro. Sul corpo della donna vengono trovate ecchimosi e una ferita alla testa ma fin dai primi accertamenti si pensa ad una morte per soffocamento. Immediatamente lo sguardo di cittadini e istituzioni si focalizza sul problema della sicurezza, affrontato il giorno stesso nel corso della riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Perugia, Enrico Laudanna, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Provincia di Perugia, Giulio Cozzari.

- 26 MAGGIO: Il giorno dopo l'omicidio di Barbara, il marito della donna, Roberto Spaccino, ricorda la notte del delitto. Ai giornalisti racconta di essere uscito di casa verso le undici e mezzo per andare alla lavanderia di proprietà della coppia a cambiare i filtri alle lavatrici. Un lavoro che solitamente faceva Barbara la mattina mentre lui accompagnava i figli a scuola. Quella sera però, sottolinea Spaccino, la moglie aveva detto di sentirsi stanca e così aveva deciso di andare lui stesso. La coppia cena, mette a letto i bambini, Roberto Spaccino esce per tornare un'ora dopo. In attesa dei risultati dell'autopsia e sulla base delle dichiarazione del marito della vittima, inizialmente l'omicidio viene fissato intorno a mezzanotte e mezzo. Sulla scena del delitto scendono in campo anche i carabinieri del Ris di Roma che eseguono sopralluoghi e accertamenti tecnici nell'abitazione. Viene sequestrata l'auto del marito, una Opel Zafira. Intanto la Comunità di Marsciano è sgomenta di fronte alla tragedia. Il sindaco, Gianfranco Chiacchieroni, il Consiglio e la giunta Comunale esprimono "sentite e profonde condoglianze alle famiglie colpite dal dramma" e indicano alle Istituzioni e allo Stato "la strada della fermezza senza cedimenti e senza scusanti di fronte ai fenomeni di criminalità". L'amministrazione Comunale di Marsciano, inoltre, proclama il lutto cittadino su tutto il territorio comunale il giorno dei funerali.

- 27 MAGGIO: Parenti e amici della vittima vengono ascoltati dal pubblico ministero titolare delle indagini, Antonella Duchini, mentre i Ris raccolgono materiale nell'abitazione. Vengono trovate anche alcune impronte di scarpe. Intanto alcuni interrogativi vengono aperti dai primi risultati dell'autopsia. A cominciare dall'ora esatta dell'omicidio: che non sarebbe intorno alla mezzanotte, come indicato inizialmente dagli investigatori, ma che risalirebbe a prima. Inoltre, a destare dubbi negli investigatori, ci sono anche i residui di cibo trovati nello stomaco della donna. Un pasto ancora da digerire anche se lo stato di gravidanza potrebbe aver alterato il processo di digestione. Dall'esame autoptico, poi, risulta che Barbara sia stata picchiata dal suo aggressore ma senza aver avuto con lui una colluttazione violenta.

- 28 MAGGIO: In mattinata un summit sul caso in Procura a Perugia tra il pubblico ministero titolare delle indagini, Antonella Duchini, il medico legale che ha effettuato l'autopsia sul corpo della vittima, magistrati e investigatori che lavorano sul caso. Arrivano intanto i risultati ufficiali dell'autopsia: come spiega la procura Barbara Cicioni è morta per "insufficienza cardiorespiratoria alla cui produzione hanno concorso numerosi meccanismi traumatici che, allo stato, non evidenziano l'uso di armi proprie o improprie". L 'avvocato Michele Titoli, che difende Roberto Spaccino e la famiglia di Barbara Cicioni in qualità di persone offese, chiede più rispetto nei confronti della famiglia e rimarca il fatto di avere piena fiducia negli organi inquirenti e nel lavoro che stanno svolgendo. L'avvocato anticipa anche il volere della famiglia di chiedere agli organi di stampa di non partecipare ai funerali di Barbara Cicioni. Parlando di Roberto Spaccino, l'avvocato lo definisce amareggiato sia per l'eco che sta avendo la vicenda, già di per se tragica e dolorosa, sia per le notizie che vengono divulgate. I funerali di Barbara, vengono fissati per il 29 maggio alle 16.00, nella chiesa di Morcella, frazione di Marsciano, a pochi chilometri da Compignano.

-29 MAGGIO: Roberto Spaccino viene arrestato per l'omicidio della moglie Barbara Cicioni. Alle 16.00 i funerali di Barbara: per volere dei parenti insieme alla donna riposerà la bambina che portava in grembo e che la coppia avrebbe voluto chiamato Viola.

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