Domenica 16 Dicembre 2018 | 11:28

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Il presidente del Senato, Marini: «si arrivi alla verità». Poi nel suo discorso punta il dito contro il lavoro precario

BRESCIA - «Abbiamo tutti il diritto di chiedere che quanto prima si concludano le iniziative della magistratura per arrivare alla verità di quella strage, di quei delitti». Così il presidente del Senato Franco Marini ha ricordato, oggi in piazza della Loggia a Brescia, la strage che colpì la città il 28 maggio del 1974, con 8 morti e oltre 100 feriti. Marini ha accolto con favore l'annuncio del procuratore della Repubblica di Brescia Giancarlo Tarquini: il prossimo 13 novembre è stata fissata l'udienza preliminare in cui verrano esaminare le richieste di rinvio a giudizio per quei fatti di 33 anni fa.
Le attività della magistratura, ha proseguito Marini, sono necessarie «per assicurare i colpevoli e i loro mandati alla giustizia. Hanno il diritto di chiederlo le famiglie delle vittime, voi cittadini lavoratori di Brescia e tutto il Paese. So bene che da molti anni si attende giustizia e che c'è un senso di delusione e anche di rabbia per il tempo che passa. Ma questa tensione alla conoscenza della verità e alla giustizia - ha concluso il presidente del Senato - non deve fermarsi».

Poi continuando Marini ha parlato sul mercato del lavoro: «in Italia - ha sottolineato il presidente del Senato - ci sono troppi giovani precari. E' una priorità in assoluta: questa forma così limitata di lavoro è molto più larga delle esigenze effettive delle imprese».
Marini ha invitato «lo Stato e il governo» a fare di questo argomento «un punto fondamentale della loro iniziativa». «Ci sono segni concreti di ripresa economica che, ancora una volta, è più forte al Nord e meno al Sud. E questo è un limite. Ma nel Paese ci sono ancora troppe ingiustizie e sperequazioni nel tessuto sociale. E' troppo lento - ha rimarcato - l'inserimento stabile e sicuro dei giovani nel lavoro e nella società». Inoltre, ha proseguito il presidente del Senato, «formare una giovane famiglia è troppo spesso una sfida impegnativa». Nel nostro Paese, ha aggiunto, sono in corso «cambiamenti veloci e straordinari: non c'è bisogno di dare ai nostri giovani anche il peso di questi rapporti di lavoro ingiusti». Marini si è però infine detto convinto «che è possibile realizzare nel nostro Paese una nuova stagione di crescita sociale e di maggiore giustizia e prosperità, perché la nostra democrazia è forte, perché i cittadini hanno una conoscenza profonda dei loro diritti e hanno ragione di pretendere dalle istituzioni di governo risposte adeguate».

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