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Arriva la prima legge di riforma dell'editoria

LA BAGNAIA (SIENA) - La legge di riforma dell'editoria sarà pronta a fine giugno come era stato annunciato: l'obiettivo è quello di dare un quadro di regole complessivo perchè il settore affronti con chiarezza il futuro mentre i contributi diretti saranno dati alle ridefinite cooperative e alle testate legate ai gruppi parlamentari. Lo anticipa il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per l'editoria Ricardo Franco Levi al convegno Crescere tra le righe.
«La riforma sarà presentata entro fine giugno così come avevamo promesso», ha spiegato prima di tutto, sottolineando che «è il frutto di una lunghissima consultazione».

Le provvidenze dirette - ha aggiunto Levi rispondendo alle domande del direttore del Messaggero Roberto Napoletano - saranno date ancora «con la nuova legge a due categorie. La prima è quella delle cooperative - ha spiegato - anche se saranno ridefiniti i criteri per essere considerati vera cooperativa». Ed ha aggiunto poi che si tratterà di quelle «dei giornalisti, di proprietà al 51% dei giornalisti».
La seconda categoria «è quella delle testate che fanno riferimento alle forze politiche e nel particolare ai gruppi parlamentari», ha spiegato il sottosegretario spiegando però che «in questo caso dei giornali politici si parla di un decimo del complessivo sostegno all'editoria». In più ci saranno «contributi per sostenere gli investimenti per le risorse fisiche e immateriali, come ad esempio il colore o internet», e per «la riqualificazione, qualificazione e mobilità dei giornalisti». Ma più in generale le provvidenze saranno orientate nel segno «del pluralismo dell'informazione e perchè possano coesistere voci diverse sul territorio, ma anche nel segno della libertà d'impresa». Gli importi invece «saranno quelle di oggi e non ci saranno nuovi impegni economici».
La riforma sarà però prima di tutto un quadro di norme complessivo per il settore, che vada dai giornali, ai periodici, ai libri fino ad internet. «Daremo all'editoria un quadro di riferimento normativo per la prima volta sistematico», ha spiegato Levi «perchè dal '48 ad oggi le leggi in materia si sono andate a sommare inseguendo i cambiamenti del settore. Noi abbiamo l'ambizione di offrire un quadro complessivo». Un quadro di regole che «servirà agli editori a fare fronte alla rivoluzione di questi anni».
Ci saranno quindi norme per «rendere più facile la registrazione di una testata, per più trasparenza, per una migliore organizzazione del mercato della pubblicità, come per quello della distribuzione di giornali e periodici e libri. Ci sarà parità di trattamento per la responsabilità tra carta stampata e internet, sia per le regole che per i contributi».
I mercati di riferimento saranno poi definiti «in modo verticale: quotidiani, periodici, pubblicità, distribuzione della stampa e distribuzione dei libri. Ognuno guardato su scala nazionale con l'obbligo della trasparenza sulle risorse e con la chiamata in causa delle autorità di riferimento per il rispetto delle regole».
Elisabetta Stefanelli

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