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L'orco è sempre più on line

ROMA - Gli orchi navigano sempre più on-line - per scambiarsi foto e video, per adescare minori - braccati dai segugi informatici della Polizia postale e delle comunicazioni. Il bilancio di sei anni di attività contro la pedofilia via web è di oltre 300 arresti, 3.400 denunce, 150 siti italiani chiusi e 9.000 esteri segnalati. A fornire i dati è il direttore della Polizia postale, Domenico Vulpiani, dopo l'operazione internazionale di oggi con 53 indagati in 31 città e 2 arresti.
«Sono numeri - ha spiegato Vulpiani - impressionanti, ci sono veri e propri network internazionali di pedofili, a cui bisogna rispondere con un'analoga rete da parte delle polizie di vari Paesi. Lo scambio di immagini e di video - ha osservato - avviene in due modi: attraverso siti pedofili e siti porno che nascondono un'area più riservata (a volte anche all'insaputa degli stessi server), ma soprattutto attraverso le chat, il 'peer to peer', che, oltre agli scambi di materiale, favorisce anche l'adescamento». La pedofilia, ha sottolineato, «è una devianza basata sulla ricerca di materiale sempre nuovo: c'è una continua domanda che alimenta un'offerta crescente e ciò è particolarmente grave perchè spesso uno violenta un minore per avere immagini da scambiare con altre».
«Noi - ha sottolineato il direttore della Polizia postale - abbiamo un grande strumento per combattere questo fenomeno: i nostri agenti infatti possono agire sotto copertura in rete fingendosi pedofili e chiedendo materiale possono poi rintracciare il vero pedofilo. Ormai i nostri tecnici hanno acquisito il loro linguaggio e spesso, nelle chat, agli agenti sotto copertura vengono addirittura dati consigli su come evitare la polizia postale».
Un importante aiuto all'attività repressiva, ha poi rilevato Vulpiani, «è arrivato dalla legge 38 del 2006 che consente l'arresto anche per lo scambio e la detenzione di materiale pedofilo, mentre prima potevamo soltanto denunciare a piede libero». La stessa legge, ha proseguito, ha creato presso la Polizia postale il Centro nazionale per la lotta alla pedofilia on line, dove è conservata la lista nera dei siti pedofili: ne abbiamo segnalati circa 9.000 all'estero. Questa lista viene data ai provider italiani che la applicano ai loro sistemi informatici, impedendo così agli utenti italiani di finire su questi siti, anche per sbaglio».
Massimo Nesticò

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