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Anche nell'ospedale di Siena si indaga su un decesso

SIENA - Un'inchiesta è in corso a Siena sulla morte di un paziente all'ospedale Le Scotte il cui ecesso, è una delle ipotesi, potrebbe essere dipeso da uno scambio dei tubi di ossigeno, protossido di azoto e aria compressa dell'impianto della sala operatoria. Impianto realizzato dall'Ossitalia di Bitonto, la stessa ditta che ha fatto intervenuti all'ospedale di Castellaneta. Il paziente deceduto, 72 anni, è morto il 28 febbraio scorso dopo essere stato sottoposto a un intervento per l'impianto di una protesi aortica, in anestesia locale, nella nuova sala angiografica di radiologia universitaria dove, tra l'altro, le indagini vogliono anche verificare il presunto caso di un altro paziente che avrebbe accusato problemi di respirazione durante un intervento in anestesia locale, avvenuto nella stessa sala operatoria e nello stesso giorno del ricoverato deceduto.
L'inchiesta, coordinata dal pm Alessandra Chiavegatti e condotta dai carabinieri del nas di Firenze, avrebbe portato all'iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone, in relazione ai lavori effettuati nella sala angiografica, inaugurata all'inizio di febbraio. La settimana prossima inoltre, sembra lunedì, si terrà un incidente probatorio per una perizia tecnica, con accertamenti irripetibili, per chiarire se davvero la causa del decesso possa essere dipesa da uno scambio dei tubi e anche per verificare se, è un'ipotesi che sarebbe emersa in base a voci raccolte, qualcuno possa aver poi rimesso al loro posto le linee che portano i gas in sala operatoria.
Su tutta la vicenda l'Azienda ospedaliera delle Scotte ha svolto propri accertamenti, rilevando che tutto era in regola. L'inchiesta della procura è partita successivamente, a inizio aprile, in seguito ad una denuncia arrivata al nas. È stato disposto il sequestro della sala operatoria, provvedimento tuttora in corso. I carabinieri hanno inoltre effettuato ispezioni, sentito personale sanitario e tecnici, acquisito anche la documentazione sui lavori effettuati nella sala. Ma per ora sulla vicenda vengono fatte solo ipotesi: per chiarire quanto accaduto si attende la perizia tecnica.
«Al momento, in attesa delle indagini disposte dalla magistratura, non vedo analogie con quanto avvenuto a Castellaneta - ha detto il direttore generale dell'Azienda ospedaliera senese Carlo Tomassini -. In comune ad ora c'è solo che i due ospedali si sono serviti della stessa ditta, ma vorrei anche precisare che queste aziende sono pochissime in Italia, quindi è facile che si tratti delle stesse». Per il direttore generale i motivi del decesso del paziente sono «tutti da chiarire al momento», e Tomassini parla anche di una possibile causa naturale. Inoltre se davvero «ci può essere stato uno scambio di tubi - ha aggiunto -, questo non ha riguardato quello dell'ossigeno». Infine, sul caso del secondo paziente che si sarebbe sentito male, il direttore generale dell'AO ha detto che «allora bisogna anche dire che ci sono stati altri 20 pazienti i cui interventi si sono svolti perfettamente».

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