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Ispezione alla ditta che ha curato l'impianto di diffusione dell'ossigeno

impianto ospedaliero azoto ed ossigenoROMA - In relazione ai fatti accaduti all ospedale di Castellaneta, il Ministero della Salute rende noto che sarà effettuata un ispezione straordinaria presso l'azienda Ossitalia srl di Bitonto che ha realizzato l impianto di distribuizione di ossigeno della terapia intensiva coronarica del nosocomio pugliese.
«L ispezione - spiega il ministero - sarà svolta dalla Direzione generale dei farmaci e dei dispositivi medici del Ministero della Salute e da tecnici dell'Istituto Superiore di Sanità».
Il Ministro della Salute Livia Turco ha reso anche noto che i Carabinieri dei Nas hanno già richiesto l'elenco degli impianti montati dalla stessa ditta negli ultimi due anni in altri ospedali e Asl italiani e che gli stessi Nas chiederanno all'Autorità Giudiziaria di Taranto di emettere un provvedimento di sequestro conservativo di questi impianti, per verificarne la sicurezza senza interrompere il servizio ai degenti.

L'Ossitalia, azienda che ha costruito l'impianto per la diffusione dell'ossigeno nella Unità di terapia intensiva coronarica dell'ospedale civile di Castellaneta ha emesso, nel 2005, le certificazioni di conformità della realizzazione dell'impianto alla normativa vigente. Una commissione ha poi collaudato l'impianto e ha fornito la certificazione positiva dell'avvenuto collaudo.
E' questa la ricostruzione fatta dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e dall'assessore regionale alle politiche della Salute, Alberto Tedesco, sul collaudo dell'impianto che eroga ossigeno nell'Utic dell'ospedale di Castellaneta dove si sono verificate otto morti di pazienti nelle ultime due settimane.
«Ossitalia - ha riferito Tedesco nel corso dell'incontro con i giornalisti - è l'azienda che ha realizzato l'impianto, poi c'è stata una commissione nominata dall'ente appaltante, in questo caso una struttura pubblica: quindi, la commissione di collaudo è stata nominata dalla Ausl».
Il collaudo preventivo che è in capo all'azienda che ha realizzato i lavori dell'impianto - ha detto ancora Tedesco - è avvenuto il 27 dicembre del 2004. I certificati relativi ai test preliminari di collaudo da parte di Ossitalia sono stati offerti a marzo del 2005: tutto questo materiale è stato fornito alla direzione dei lavori perchè a sua volta lo fornisse alla commissione di collaudo che è stata nominata successivamente e che ha collaudato.
Tedesco ha spiegato ancora che il direttore dell'area della gestione tecnica, il 23 novembre 2005, ha trasmesso un elenco di documenti all'area di gestione tecnica dell'Asl di Taranto: al punto 16 - ha detto - dell'elenco di documenti «vi è la dichiarazione e collaudo dell'impianto di distribuzione del gas medicale dell'Utic». Al n. 26 dello stesso elenco trasmesso alla Asl - ha riferito Tedesco - c'è un ulteriore certificato, quello di conformità degli allacciamenti dei gas medicali.
Prima dell'apertura dell'Utic e quindi dopo il 2005 - è stato chiesto all'assessore - non è stato fatto alcun controllo? «Questa - ha risposto Tedesco - è una delle cose che la commissione tecnica nominata dalla Regione accerterà».
«Se c'è una anomalia strutturale nell'impianto - ha comunque sottolineato Vendola a questo proposito - non è il tempo che ha determinato l'anomalia. Fra l'altro i protocolli di sicurezza per i collaudi di questo tipo di impianti sono talmente prescrittivi e rigorosi che proprio per questo attualmente siamo tutti in apnea per capire cosa è realmente accaduto».

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