Giovedì 20 Giugno 2019 | 00:59

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EMILIANO: «Sanità, Ilva e ciclo dei rifiuti è l’ora di un cambio di passo»

LE DOMANDE

1) Il forte astensionismo in Calabria e Emilia: non temete afflusso-flop anche alle primarie pugliesi o contate di fare il bis con 200mila partecipanti?

2) L'accordo con l'Udc cambia il quadro sulle regionali 2015, ma non si era detto che il perimetro della coalizione era quello della “primavera pugliese”, poi confermato alle comunali di Bari?

3) Continuità o discontinuità? Su quali cose proseguirebbe il cammino di Vendola e su quali cambierebbe rotta?

4) Stabilizzazioni del personale, nomine nelle Asl, Agenzie per la casa etc.: la giunta uscente deve fermarsi o andare avanti?

5) Consiglio regionale, sindaci e partiti: sinora hanno avuto un ruolo marginale nella grandi scelte di governo, è utile un cambio di passo o è bene lasciare al governatore l'ultima parola?

6) Ilva, Tempa Rossa, Tap: Pd e Sel parlano lingue diverse sui grandi progetti che interessano la Puglia, come farete a governare insieme?

7) Lavoro, industria, servizi: la Puglia non sta avendo più i numeri brillanti di un tempo, colpa solo delle politiche nazionali e della stretta sulla spesa dei fondi europei o c'è qualche errore da rimediare?

8) Se uscirà sconfitto dai gazebo, accetterà incarichi dal vincitore nella prossima giunta (qualora vinca il centrosinistra) o abbandonerà il campo?

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1) «In Puglia la situazione è diversa e dunque sono fiducioso. Noi candidati alle primarie da mesi ariamo il terreno per fare in modo che la partecipazione sia intensa alle primarie, abbiamo dato vita ad un dibattito continuo e denso di contenuti in tutto il territorio. Mi aspetto dunque, dopo aver percorso oltre centomila chilometri, che siano in tanti a votare. Non credo che i pugliesi si lascino sfilare di mano, dopo averlo inventato, il sistema delle primarie».

2) «Abbiamo voluto le primarie, sobbarcandoci uno sforzo organizzativo enorme, per mantenere e custodire l'identità del centro sinistra pugliese così com'è. L'Udc ha chiesto di entrare a far parte organica della coalizione del centro sinistra a livello regionale ed io ho detto che sarebbe stato il tavolo politico a decidere. Peraltro tale richiesta è giunta a pochi giorni dal voto in consiglio regionale sulla variazione del bilancio, durante il quale l'Udc, per l'ennesima volta, ha dato il suo sostegno all'amministrazione regionale che altrimenti non avrebbe avuto i numeri».

3) «Considero una conquista di civiltà il lavoro realizzato da Elena Gentile sul Welfare e apprezzo le azioni sul trasporto pubblico che hanno consentito, ad esempio a Bari, di inaugurare le metropolitane di superficie, rinnovare il parco mezzi, rinegoziarie il nodo ferroviario. Bene anche gli investimenti sul talento delle persone e l’urbanistica. Vorrei discontinuità su tutte le grandi questioni rimaste irrisolte negli ultimi dieci anni: sanità, Ilva, chiusura ciclo dei rifiuti, valorizzazione di infrastrutture strategiche. Vorrei liberare la sanità dalla cattiva politica. La buona politica deve occuparsi della programmazione e garantire massima efficienza e controlli. Non deve occuparsi della gestione di nomine o carriere. La mia proposta riguarda i poteri di nomina dei Dirigenti generali delle Asl e degli ospedali, affinché possano essere indicati al Presidente della Regione da un organo collegiale, di natura elettiva, che rappresenti tutto il mondo della sanità: il personale, gli accademici, i medici di base, il mondo delle professioni e anche i pazienti. Un Consiglio superiore della sanità regionale che si occupi di selezionare i migliori, guardando al curriculum e non alla tessera di partito. Un modello che renda sempre più verificabile l’efficienza del sistema, per consentire un risparmio reale da reinvestire in sanità, nel segno della trasparenza e della competenza. Se pensiamo che l’80 per cento del bilancio regionale viene investito nella Sanità per offrire un buon servizio a 4 milioni di abitanti le risorse ci sono eccome. Tutto questo è possibile. Ma dobbiamo ancora ridurre gli sprechi e potenziare i controlli per prevenire la corruzione e destinare i risparmi a nuovi investimenti nella medicina preventiva».

4) «Per me le assunzioni a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione vanno fatte tramite concorso pubblico perché tutti devono avere le stesse opportunità ed essere scelti in base al merito. Al Comune di Bari, infatti, mi sono rifiutato di stabilizzare il mio staff perché sarebbe stata un’ingiustizia nei confronti di tutti gli altri».

5) «Il mio slogan è “il Sindaco di Puglia”, perché da presidente vorrei lavorare a stretto contatto con gli amministratori locali e le loro comunità, con i partiti e i consiglieri, e risolvere problemi reali e concreti, proprio come facevo da sindaco. Solo mantenendo un continuo scambio di informazioni si può agire con efficacia e continuare ad apprendere, condividendo politiche e obiettivi».

6) «Il periodo della campagna elettorale sarà fondamentale per scrivere il programma per la regione, dal basso, consultando territori e forze politiche del centro sinistra. Quel programma una volta definito e condiviso sarà la nostra bibbia e rappresenterà un punto di unione non solo tra Pd e Sel ma anche con tutte le altre componenti della coalizione. Vorrei riconnettere la regione ai partiti e alle comunità nel loro complesso. Per farlo è necessario ridare centralità al tavolo politico del centro sinistra e approvare una Legge sulla Partecipazione popolare che consenta ai cittadini pugliesi di esprimersi sulle grandi questioni che hanno maggiore ricaduta sui loro territori. Inoltre intendo stabilire, per statuto, che l’ufficio del Presidente della Regione non sia solo a Bari, ma uno in ogni provincia, utilizzando proprio le sedi già disponibili delle ex Province, in modo da mantenere un filo diretto con le persone e con gli amministratori locali».

7) «Qui in Puglia dobbiamo sostenere piccola e media impresa e il settore agroalimentare se vogliamo rilanciare l’economia e creare posti di lavoro. Per i giovani vorrei dare vita al servizio civile universale che consenta di formarsi e fare esperienze lavorative. Inoltre vorrei fosse approvata una legge regionale sulla ricerca che dia la possibilità ai nostri giovani di coltivare qui il loro talento senza essere costretti a partire o rinunciare».

8) «Se perderò le primarie tornerò al mio lavoro di magistrato».

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