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La Procura indaga su altre gare sospette

BARI - Accertamenti sono in corso da parte della Procura di Bari su altri appalti sospetti affidati negli ultimi mesi dalla Fondazione Petruzzelli. Oltre, infatti, alle presunte otto tangenti pagate da quattro imprenditori baresi al direttore amministrativo del teatro, Vito Longo, per altrettanti appalti (forniture di luci, servizi di pulizie, trasporto e facchinaggio), gli investigatori della Digos coordinati dal pm Fabio Buquicchio si stanno concentrando sulle presunte gare truccate.

Uno di questi appalti è quello relativo al servizio di "custodia e primo intervento», una gara risalente al 2013 per la vigilanza del teatro da 190mila euro per sei mesi - poi prorogata per altri sei mesi - vinta dalla ditta SA.MA. Comunication Agency di Marino Lavopa (indagato a piede libero). E' proprio «attraverso lo spezzettamento dell’appalto annuale in due semestrali - è detto nell’ordinanza di arresto di Longo e di altri quattro imprenditori accusati di corruzione - si è ottenuto un importo sottosoglia, tale da consentire di non applicare la regola dell’evidenza pubblica». Un periodo che ricade sotto la gestione dell'ex commissario, Carlo Fuortes (ora sub commissario al Campidoglio, a Roma) accusato da Emiliano di aver lasciato un buco di due milioni

C'è poi una gara dell’aprile 2015 per la fornitura di materiale illuminotecnico per la realizzazione dell’opera Macbeth vinta dalla ditta 'Suono Luce Servicè di Nicola Losito, socio di Franco Mele (entrambi ai domiciliari). La Procura ritiene che «un gruppo selezionato di imprenditori, d’intesa con il direttore amministrativo, cercavano di far redigere bandi-fotografia, con la previsione di requisiti talmente stringenti da ridurre la platea dei potenziali concorrenti».

Le ulteriori verifiche della magistratura barese, anche sulla base della nuova documentazione sequestrata durante le perquisizioni contestali agli arresti, riguardano anche altri eventi. Longo aveva infatti il compito di «verificare e controllare tutti i pagamenti per i fornitori dei servizi al teatro - è detto ancora negli atti - nell’ambito delle varie manifestazioni che si tengono sia per conto della Fondazione che per altri eventi, quali la Camerata Musicale, il Congresso Anm, nonchè altre manifestazioni anche in ambito cittadino (vedi la Casa di Babbo Natale)».

Ai controlli di Longo dovrebbe corrispondere il pagamento delle fatture. Le indagini hanno tuttavia accertato che «i contratti e le relative fatture erano volutamente gonfiati ed eccedenti le reali spese ed i legittimi guadagni imprenditoriali - è spiegato nel capo d’imputazione - in modo che il pagamento effettuato dalla Fondazione servisse sia per i ricavi delle ditte sia per compensare Longo», cioè per le tangenti.

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Commenti all'articolo

  • Volontario

    15 Gennaio 2016 - 13:01

    Però questo direttore amministrativo faceva tutto!Controllava anche i pagamenti. Allora perché veniva ben remunerato il collegio sindacale che non si è accorto di nulla cosi come i componenti degli organi amministrativi?O erano ciucci e allora li non dovevano stare ed ha sbagliato (e deve rispondere pagando) chi li ha nominati oppure erano bravi e allora non potevano non sapere.

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