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Inter, galoppata con una sola sconfitta

MILANO - Una galoppata straordinaria piena zeppa di record e con una sola sconfitta. L'Inter vince così, con cinque turni di anticipo, uno scudetto che le mancava sul campo dal 1989.
E' l'epilogo di una cavalcata straordinaria. L'Inter si presenta al via con lo scudetto sul petto assegnatole il 26 luglio dal commissario straordinario Guido Rossi. Ma subito i nerazzurri hanno la consapevolezza che, per farlo valere, devono assolutamente vincere sul campo il prossimo campionato. Meglio ancora se lo stravincono, visto che la concorrenza - non per colpa loro - è falcidiata dalle penalizzazioni, come il Milan e la Fiorentina, oppure - è il caso della Juventus - non si presenta affatto perchè sta in serie B. Giocoforza quindi che presto la squadra da battere appaia la Roma di Spalletti, squadra che arriva da un'entusiasmante galoppata nel finale della precedente stagione con il record italiano di vittorie consecutive.
Il prologo di tutto è la Supercoppa italiana, il 26 agosto. In quella partita vinta contro la Roma per 4-3 a San Siro si rivela quella che sarà una costante per la nuova Inter di Mancini, il crederci sempre senza arrendersi mai. L'Inter, che nella convulsa estate dei mondiali e di Calciopoli ha azzeccato una campagna acquisti imperniata sulla spesa proprio in casa dei rivali bianconeri, con gli arrivi determinanti di Vieira e Ibrahimovic e che in extremis ha soffiato Crespo al Milan, si trova incredibilmente sotto 3-0 dopo poco più di mezz'ora. Una doppietta di Vieira e poi Crespo, e Figo nei supplementari regalano la coppa e nuove certezze a Mancini. Adriano, sostituito, prende a calci la panchina, ma il tecnico adesso sa che l'Inter non dipende più dall'Imperatore.
Il 4 settembre, cinque giorni prima del via al campionato, muore il presidente Giacinto Facchetti. Il mitico difensore nerazzurro della grande Inter, diventato presidente, ha costruito pezzo dopo pezzo insieme a Massimo Moratti questa squadra che non vedrà vincere. I nerazzurri ritirano la maglia numero 3. Si comincia ed è vittoria esterna con la Fiorentina 3-2. Ma, il mercoledì, l'Inter perde in Champions a Lisbona e poi il sabato pareggia in casa con la Samp. Ed ecco il primo fondamentale bivio della stagione: alla terza giornata di andata si va all'Olimpico con i giallorossi a punteggio pieno. Decide un gol di Crespo e i nerazzurri scavalcano la Roma. Vieira, espulso, è fermato per tre turni dal giudice sportivo. Ancora qualche incertezza come il 4-3 (da 4-0) col Chievo in casa e il pari a Cagliari 1-1 con un tridente che non funziona. Per di più Crespo si fa male. Il 19 ottobre Massimo Moratti annuncia che tornerà presidente. L'Inter intanto pareggia a Udine per 0-0, ma poi travolge il Livorno 4-1 e si prepara al secondo decisivo appuntamento con la stagione, il derby che cancellerà definitivamente le velleità di primato del Milan in campionato.
«A Natale saremo in testa», aveva ottimisticamente previsto Adriano Galliani all'annuncio della sentenza definitiva che fissava a otto punti la penalità dei rossoneri. Nient'affatto. Il derby è una battaglia: l'Inter domina ma poi rischia di essere raggiunta in un finale convulso. Finisce 4-3, nerazzurri restano in testa col Palermo, vanno in gol Crespo, Stankovic, Ibrahimovic e Materazzi, cioè i migliori, quelli che segneranno la stagione. E da lì l'Inter scatta per cominciare la sua lunghissima volata: 1-0 alla Reggina (Crespo goleador) con qualche difficoltà alla dodicesima giornata, ma il Palermo perde ad Ascoli e da quel momento (è il 19 novembre) l'Inter è in fuga solitaria. I nerazzurri resistono al primo attacco vincendo lo scontro diretto col Palermo fuori casa il 26 novembre, seconda, con quattro punti in meno, è tornata la Roma.
Da allora il distacco si dilata: i nerazzurri di Mancini sono un rullo compressore, macinano un record nuovo per ogni giornata, prima quelli in casa, poi quelli assoluti. Il 13 gennaio (3-1 in trasferta al Torino) superano il fresco primato dei giallorossi di Spalletti che arrancano a -9 in classifica. E' il 28 gennaio, dopo Sampdoria-Inter 0-2, che la Snai inizia a pagare chi ha puntato sullo scudetto dell'Inter. Non c'è più storia, non si vuole aspettare neanche quella terza di ritorno, il testa a testa con la Roma che, teoricamente, potrebbe riportare sotto Totti e compagni. Quella partita poi non si giocherà perchè una nuova bufera, quella della violenza con la morte dell'ispettore Raciti, getterà di nuovo ombre e incertezze sul calcio italiano col corollario di gare a porte chiuse, tornelli, stadi limitati nella capienza e da rifare. L'Inter intanto chiude a 17 la sua straordinaria serie di vittorie consecutive pareggiando ancora contro l'Udinese e vive, per la seconda stagione consecutiva una traumatica eliminazione in Champions League, sempre in Spagna. Dopo il Villarreal è il Valencia a sbattere fuori i nerazzurri che per di più sono coinvolti in una rissa in campo.
Ancora una volta sarà il derby vinto a risolvere il momento negativo: 2-1 contro il Milan dell'incubo Ronaldo e la corsa riprende fino al vantaggio massimo: +20 sulla Roma. Due pareggini, una sconfitta proprio contro la Roma poi la vittoria decisiva a Siena. Per una stagione tutta nerazzurra.

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