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Libano - Missione terminata per la "Pozzuolo del Friuli", arriva la "Folgore"

Esercito - Paracadutisti Brigata Folgore Unifil, cambio della guardia al contingente italiano. Presso la base di Tibnin, oggi la cerimonia di passaggio di consegne tra il generale Paolo Gerometta, comandante della brigata "Pozzuolo del Friuli", ed il generale Maurizio Fioravanti, comandante della brigata paracadutisti "Folgore". Alla cerimonia presenti tra gli altri l'ambasciatore italiano in Libano, Gabriele Checchia, ed il vicecomandante della missione Onu Unifil, generale Jai Prakash Nehra.
La brigata "Pozzuolo del Friuli" rientra in Italia dopo sei mesi di impegno operativo in Libano. Con il comando della Folgore, chiamati ad operare nel quadro dell'operazione Leonte il 186° reggimento paracadutisti, l'ottavo reggimento genio guastatori Folgore, il 2° reggimento trasmissioni e, per il supporto logistico, il 1° reggimento trasporti. Del contingente italiano, in attività lungo una vasta area di responsabilità a sud del fiume Litani, fanno parte circa 2.450 militari.
Il comando del contingente italiano è situato nella base Tibnin, che funge anche da sede anche del Comando del settore ovest di Unifil. Per quanto riguarda le sedi degli altri reparti, le unità di manovra e i supporti sono suddivisi tra le basi di Maraka, Zibqin e Chaama.
Del contingente italiano fa parte una componente dell'Aves, Aviazione dell'Esercito, con 53 militari, costituita da quattro elicotteri AB-205 di stanza a Naqoura (sede del Comando Unifil), che svolge compiti d'evacuazione sanitaria, ricognizione, ricerca e soccorso e collegamento tra il quartier generale della missione delle Nazioni Unite e le unità operative dipendenti. Tra i compiti affidati ai militari italiani, che prendono parte all'operazione Leonte in ambito Unifil, l'assistenza alle forze armate libanesi per il controllo del territorio nella parte meridionale del Paese e le operazioni di bonifica degli ordigni esplosivi.
Dopo gli scontri dell'estate scorsa tra israeliani ed hezbollah libanesi, con la Risoluzione 1701 dell'11 agosto 2006 il Consiglio di Sicurezza
delle Nazioni Unite ha previsto il potenziamento del contingente militare di Unifil già all'opera in Libano fin dal 1978.
Il contingente multinazionale è passato così da duemila uomini agli attuali dodicimila. La missione ha lo scopo di garantire il supporto alle forze armate libanesi, facilitandone il dispiegamento nel sud del Paese. La missione multinazionale delle Nazioni Unite è attualmente comandata dal generale italiano Paolo Graziano.
L'attività di sminamento e di bonifica degli ordigni esplosivi assicurata dal contingente italiano ha permesso di disinnescare finora più di 3.000 ordigni, in grand parte cluster bomb (bombe a grappolo) disseminate sul territorio nei mesi scorsi durante il conflitto tra Israele ed Hezbollah.
I nuclei "Eod" (Explosive Ordnance Disposal) sono stati chiamati ad un impegno notevole per la bonifica del territorio con l'obiettivo di ridurre il più possibile i danni per la popolazione locale. Per sensibilizzare la popolazione sul rischio costituito dagli ordigni inesplosi, il contingente italiano ha avviato in questi mesi una serie di iniziative negli istituti scolastici ed ha distribuito opuscoli informativi realizzati dagli esperti del settore.
In questi sei mesi di attività, la brigata "Pozzuolo del Friuli" si è distinta in Libano per una serie di attività umanitarie. Tra queste, di particolare rilievo l'iniziativa a favore di un ragazzo libanese, Hussein Banjak, che il 12 settembre scorso è rimasto gravemente mutilato agli arti in seguito all'esplosione di una mina. Grazie alla collaborazione tra il comando militare italiano e il pediatra Marino Andolina, Hussein sarà curato in Italia, presso l'ospedale Burlo Garofalo di Trieste. Accompagnato dalla madre, il ragazzo libanese arriverà in Italia questa sera insieme al comandante uscente del contingente italiano, generale Paolo Gerometta.
In base alla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, il contingente italiano opera in Libano nell'ambito della missione multinazionale dell'Onu per il supporto delle forze armate libanesi nel mantenimento della pace e della sicurezza allo scopo di mantenere l'area libera da armi illegali ed assicurare che non vengano utilizzate per attività ostili di qualsiasi tipo, oltre che per prevenire il risorgere delle ostilità e per creare le condizioni per una pace duratura.
A New York, presso il Dipartimento per le Operazioni di Peacekeeping dell'Onu, è stata istituita su decisione del Segretario Generale delle Nazioni Unite una Cellula di Direzione Strategica (Msc, Military Strategic Cell) della missione Unifil con il compito di fornire le linee guida e la direzione strategico-militare al responsabile della componente militare dell'operazione multinazionale.
Dal 21 marzo di quest'anno il contrammiraglio Raffaele Caruso
ricopre l'incarico di "Deputy Msc". Fino al 2 marzo scorso il generale di corpo d'armata italiano Giovanni Ridinò ha ricoperto l'incarico di direttore della Cellula Militare Strategica istituita presso il
Dipartimento per le Operazioni di Peacekeeping delle Nazioni Unite.

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