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La teoria del "limbo" nella storia della Chiesa cattolica

Sant CITTÀ DEL VATICANO - Il dibattito sul limbo quale luogo dove erano destinati i bimbi morti prima di essere battezzati, va avanti da molti secoli, fin quasi dalle origini stesse del cristianesimo. Solo in apparenza si tratta infatti di una questione per specialisti teologi, ma in effetti coinvolge il concetto stesso di peccato originale e su di essa si sono misurate alcune delle più rilevanti personalità della Chiesa, da Sant'Agostino a San Tommaso fino allo stesso Ratzinger, che già da cardinale esprimeva le sue forti perplessità circa il concetto di limbo, arrivando a definirlo, nel 1984, «un'ipotesi teologica».
Le conclusioni alle quali sono giunti i teologi del Vaticano, cioè l'abolizione del limbo per i bambini nati senza battesimo che verranno comunque accolti da Dio, era nell'aria già da qualche tempo, ma il cammino che ha preceduto la scelta è stato lungo. Senza dimenticare che il limbo è anche un momento fondamentale della Divina Commedia: in quel primo cerchio dell'Inferno infatti Dante collocava le grandi personalità dell'antichità e i Padri dell'Antico testamento. Lo stesso Virgilio, la guida che accompagnerà il poeta toscano alle porte del Paradiso, viene appunto dal Limbo.
Ora la Commissione teologica vaticana ha ristretto ulteriormente lo spazio del limbo, i bimbi morti senza battesimo, ha stabilito, sono innocenti e tanto basta. Coincidenza vuole poi che Benedetto XVI si troverà domenica prossima a pregare proprio sulla tomba di Sant'Agostino che del limbo per i bambini fu un sostenitore. Ma
andiamo con ordine.
Il Limbo è il luogo dove finiscono le anime di quanti non sono dannati (non sono finiti cioè all'Inferno) né purificati (quindi non hanno raggiunto il Purgatorio), nè hanno conseguito la beatitudine, cioè hanno raggiunto il Paradiso.
A chi era destinato il limbo? Nel cosiddetto "Limbo dei padri" dovevano andare persone buone e "sante" morte prima della resurrezione di Cristo. Quindi, c'era il "Limbo dei bambini" dove finivano i bimbi nati senza aver avuto il tempo di essere battezzati.
E che perciò, cioè a causa del peccato originale, non avrebbero una visione di Dio ma solo una felicità derivante dalla natura. Tale dottrina prevalse in epoca medioevale, in particolare nella Scolastica e grazie a San Tommaso (1225-1274), e costituisce un addolcimento di quanto appunto si affermava in precedenza e di quanto sosteneva lo stesso Sant'Agostino (354-430) che collocava i bambini morti senza battesimo nell'Inferno a causa del peccato originale (per quanto condannati a «fiamme mitissime»).
Col passare del tempo e sempre di più in età moderna, la teologia ha messo in discussione il concetto di limbo come luogo dove anime innocenti che non erano state battezzate erano affidate a Dio.
Già nel 1984 Joseph Ratzinger, nel suo "Rapporto sulla fede" scritto insieme a Vittorio Messori, osservava che «il limbo non è mai stato una verità definita di fede. Personalmente lascerei cadere quella che è sempre stata soltanto un'ipotesi teologica».
E questo in effetti è un altro aspetto della questione del quale tenere conto: per la Chiesa il limbo non ha mai costituito una verità di fede completamente riconosciuta, il magistero non si è mai espresso in modo definitivo su di esso. Ma il limbo è forse anche più noto alla gran parte dell'opinione pubblica non tanto per il suo profilo teologico ma per il richiamo che esso immediatamente evoca dell'opera di Dante Alighieri.
Dante infatti colloca il limbo nel primo cerchio dell'Inferno, e lì si trovano le personalità grandi del mondo antico che non sono state battezzate perché nate e vissute prima di Cristo. Ovviamente dal limbo arriva anche il poeta Virgilio che guiderà lo stesso Dante. Quanti si trovano del limbo non hanno potuto godere della visione di Dio ma non hanno evidentemente commesso peccati.
Tuttavia secondo la dottrina cristiana alcune anime che si trovano nel limbo possono accedere al Paradiso, si tratta dei Padri dell'Antico Testamento, figure come Adamo, Abele, Noè Mosè, Abramo, David, Isacco, Giacobbe, Rachele e diversi altri. Nel limbo dantesco si trovano naturalmente i grandi poeti, intellettuali e filosofi dell'antichità come Omero, Eraclito, Zenone, Ippocrate, Galeno, Averroè, Aristotele, Socrate.

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