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Morti bianche: una strage silenziosa contro la quale serve «responsabilità diffusa»

ROMA - «Bisogna mettere in moto un'assunzione di responsabilità più diffusa perché non è degno di un Paese civile ed è per noi moralmente incomprensibile che si possa morire sul lavoro in questo modo. Oggi è una giornata molto triste per il Paese e per il mondo del lavoro». Così il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, a margine del quinto congresso dello Sdi a Fiuggi, commenta gli incidenti sul lavoro, l'ultimo accaduto oggi. «Continua - dice infatti Epifani - lo stillicidio delle morti sul posto di lavoro. Ciò che colpisce di più è che sembra che nulla riesca a abbassare la soglia dei morti e dei feriti», nè le iniziative e scioperi» nè «la legge delega».

La strage continua. Oggi altri 2 incidenti sul lavoro hanno provocato la morte di due operai: uno a Messina e il secondo vicino Cagliari. Il bilancio è di 6 morti in appena 48 ore.
La cronaca di oggi. A Messina un operaio di 53 anni, Santo Cacciola, era salito su un montacarichi per effettuare un trasloco in un appartamento di viale Europa, di fronte all'ospedale Piemonte. La scala, a un certo punto, si è rotta e l'uomo è precipitato dal secondo piano dello stabile, finendo a ridosso di un autobus in transito.
Dalla Sicilia alla Sardegna. Felice Schirru, 40 anni, di Sinnai è deceduto in ambulanza per un politrauma, provocato - secondo una prima ricostruzione - dalla caduta di pesanti tubi nel parco tubi della raffineria Saras a Sarroch, in provincia di Cagliari.

Il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha lanciato un pressante appello: dopo le nuove tragedie sul lavoro di questa mattina, «ora la politica non ha più alibi: il Parlamento deve rispondere in maniera responsabile e unitaria, approvando in tempi brevissimi, se possibile con un iter straordinario, il testo unico sulla sicurezza del lavoro, che il nostro paese attende da ben dieci anni».
Ha aggiunto Bonanni: «Ieri è stata una delle giornate più terribili e drammatiche per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro. Ancora quattro morti, a cui si aggiungono i due di oggi. Erano già 224 i decessi registrati da gennaio ad aprile del 2007. Sono cifre assurde, da terzo mondo. Ecco perchè sono giusti e condivisibili gli appelli lanciati dal Capo dello Stato e dai Presidenti di Camera e Senato: non è più tollerabile quello che sta accadendo nei cantieri nel nostro paese».

Per il ministro del Lavoro Cesare Damiano, la legge delega in materia di sicurezza sul lavoro aspetta solo l'approvazione del Senato che «ci auguriamo arrivi in tempi rapidi».
Una proposta arriva da Giuseppe Giulietti, portavoce di «Articolo 21». «Ciascuna emittente e ciascun giornale, ognuno con il proprio linguaggio e la propria originalità editoriale, voglia promuovere in occasione del prossimo primo maggio una sorta di 'labour day' realizzando palinsesti e pagine originali. L'obiettivo deve essere quello di riportare questi temi all'attenzione generale e di far conoscere a milioni di cittadini i loro diritti in materia che troppo spesso sono calpestati ed annullati».

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