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Venerdì 8 ore di stop dei treni. Ed è solo l'inizio

ROMA - Scatta una nuova ondata di scioperi. Ad aprire le danze saranno domani i ferrovieri. Ma nei prossimi giorni ci saranno disagi anche per chi viaggia in aereo e probabilmente per gli automobilisti, visto che i benzinai minacciano una nuova serrata.
Domani si fermeranno per otto ore i lavoratori delle ferrovie, per uno sciopero nazionale indetto da tutte le sigle sindacali. Lo stop partirà alle 9 e terminerà alle 17. Necessità di un piano d'impresa, liberalizzazione del mercato ferroviario e contratto sono le principali cause della protesta. Ed è prevedibile la cancellazione o la limitazione di percorso di numerosi convogli nazionali e locali. I disagi dovrebbero essere più contenuti per chi si sposta per raggiungere il posto di lavoro, visto che non saranno interessate dallo sciopero le fasce orarie in cui c'è maggior movimento di pendolari, cioè quella tra le 6 e le 9 e quella tra le 18 e le 21. Per i viaggiatori che abbiano bisogno di informazioni sulle ripercussioni della protesta è attivo il numero verde 800892021, oltre al sito internet di Trenitalia.

La prossima settimana a incrociare le braccia saranno i lavoratori di terra di Alitalia. Lo stop, confermato da FiltCgil, FitCisl, Uiltrasporti, Ugl e Sdl è in programma per mercoledì 18 aprile. Il braccio di ferro con l'azienda è legato al rinnovo del contratto. La compagnia aerea sarebbe disposta a concedere solo un'una tantum e aveva chiesto di sospendere lo sciopero. Richiesta rispedita la mittente. A meno di novità, che potrebbero arrivare lunedì prossimo, quando è fissato un nuovo incontro azienda-sindacati, mercoledì i dipendenti si fermeranno per 24 ore. E altre 24 ore di stop sono già state indette da Uiltrasporti in tutti gli scali Alitalia per il 7 maggio.

All'orizzonte c'è anche la possibilità di una nuova serrata dei benzinai. Ad annunciarlo sono i gestori aderenti a Fegica e Figisc, insoddisfatti dei risultati del tavolo aperto al ministero dello Sviluppo sul processo di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti. Un tavolo che ritengono «svuotato di ogni funzione di concertazione». La preoccupazione che le nuove norme all'esame del Parlamento favoriscano la grande distribuzione a danno dei piccoli operatori resta alta. E l'ipotesi di uno sciopero si fa avanti, anche se per ora non è stata decisa alcuna data. Mercoledì, intanto, il tavolo tornerà a riunirsi, aperto anche a Regioni e Unione petrolifera.

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