Martedì 11 Dicembre 2018 | 15:36

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«Bisogna garantire la copertura energetica adeguata»

energia pulita, idrogenoBARI - «Dobbiamo garantire all'Italia la copertura adeguata per evitare disservizi e soddisfare la sicurezza energetica, basata su qualità e convenienza. Il nostro Paese si caratterizza per una dipendenza da idrocarburi (gas e olio combustibile derivato dal petrolio) dell'80% mentre la media Ue comprensiva del dato italiano si attesta sul 62%». Lo ha sottolineato il presidente dell'Autorità per l'energia e il gas, Alessandro Ortis, intervenendo all'inaugurazione dell'anno di studi 2006-2007 nella Legione Allievi della Guardia di Finanza, a Bari.
«La nostra situazione energetica quanto a consumi primari rispetto all'Ue a 25 mostra - ha detto Ortis - un grado di fragilità del sistema, con l'Italia esposta alle importazioni, grazie ad una capacità interna di produzione energetica del 15,5% rispetto a quella Ue di quasi il 50%. Un'anomalia del sistema energetico italiano rispetto a quello medio europeo. Inoltre l'andamento dei consumi del gas è in aumento, con la domanda che dal 2010 al 2020 crescerà mentre la produzione nazionale diminuirà incidendo sulla già crescente necessità d'importazione».
«Per questo - ha detto il presidente dell'Authority - guardo favorevolmente alla Puglia, che ha già mostrato di voler ottenere forniture di gas convenienti e diversificate al meglio nel Sud-Est Europa e nei Balcani: è un pregio il collegamento previsto con la Grecia, grazie al gasdotto che dovrebbe entrare in servizio nel 2009 e collegarci anche con la Turchia per l'approvvigionamento nelle aree del Caspio e del Medio Oriente». «Come Autorità per l'energia e il gas ci impegniamo - ha continuato Ortis - a fare di più da subito con le tematiche mediterranee: l'Italia, grazie ai gasdotti con Algeria, Libia, Egitto, può essere protagonista e non perdere competizione con altri flussi energetici che possono interessare i Paesi Iberici o balcanici tagliando fuori il nostro Paese». «Anche per questo - ha concluso - dobbiamo sviluppare le infrastrutture interne e transfrontaliere come i gasdotti, senza tralasciare i rigassificatori per accedere agli altri mercati. Occorre, da subito, sviluppare significativamente gli stoccaggi, superiori a quelli di cui oggi disponiamo».

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