Giovedì 13 Dicembre 2018 | 18:51

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Bassa la tensione in aula

ROMA - Nulla di quello che avvenne il 23 febbraio scorso quando venne messa ai voti la mozione sulla politica estera del governo. Niente crisi e niente scontri tra i poli. Stavolta per il decreto sul rifinanziamento della missione in Afghanistan al Senato tutto fila liscio e il clima in Aula è sufficientemente disteso.
L'unico momento di suspense si ha con le votazioni degli ordini del giorno. Ma alla fine anche questo stato di allerta rientra. La maggioranza vota insieme alla Cdl l'ordine del giorno presentato dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e le acque restano calme.
- GLI ORDINI DEL GIORNO: D'Alema in Aula fa il suo intervento in difesa del decreto e chiede la riformulazione dell'ordine del giorno di Calderoli l'unico che l'Unione si dichiara disposta a votare. La proposta, studiata in una riunione convocata nello studio della capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro, spiazza l'opposizione. Tanto che il presidente dei senatori di An Altero Matteoli chiede un quarto d'ora di sospensione della seduta. Alla ripresa si scoprono le carte: tutti dicono sì all'odg Calderoli e ad un altro votato per parti separate. Ma tutti gli altri, a cominciare da quello messo a punto dal capogruppo di FI Renato Schifani, vengono respinti.
- LA POLTRONA DI PARISI E LE CORNA DI SODANO: Quando entra in Aula il ministro della Difesa Arturo Parisi i banchi del governo sono al gran completo. Le ultime due sedie della prima fila in realtà sono occupate dal senatore della sinistra DS Massimo Villone. Deve lavorare al computer, spiega, e lì ai banchi del governo «‚ l'unico posto dove c'‚ la spina...». Alcuni commessi gli spiegano la situazione e lui si sposta. Parisi così può prendere posto accanto agli altri colleghi. Dopo un pò guadagna diverse posizioni e si sistema accanto a D'Alema. Superando Livia Turco. Il diessino Cesare Salvi invece sceglie di mettersi nei banchi del Prc, mentre Marco Follini, ormai iscritto al gruppo Misto, prende posto tra i Dielle accanto a Emilio Colombo e Roberto Manzione.
Il presidente dei senatori della Lega Roberto Castelli nel suo intervento mette in guardia la maggioranza sul fatto che nei prossimi giorni "possa succedere qualcosa ai nostri ragazzi..". Ma non riesce a finire la frase perch‚ dall'Unione si alza un coro di proteste e di scongiuri. In particolare, il presidente della commissione Ambiente Tommaso Sodano (PRC) fa le corna con la mano. "Le corna le fa Pulcinella" è la replica del leghista. Che aggiunge: "Pensateci bene!...".
- L'IPER-ATTIVISMO DELLA SENATRICE BONFRISCO - Non c'è tensione in Aula. Ma molto chiacchiericcio sì. Il clou si raggiunge durante l'intervento del vicepresidente dell'Ulivo Nicola La Torre. Appena prende la parola in Aula i senatori di FI cominciano a parlare ad alta voce, a ridere e a scherzare tra loro. La più attiva in questo senso è la senatrice Lidia Bonfrisco che comincia a chiamare i colleghi della Lega da due file di distanza. Prima saluta gridando Stefano Stefani e poi passa da un banco all'altro scherzando e parlando ad alta voce un po' con tutti quelli dei banchi esterni.
- GLI ASSENTI DELL'ULTIMO MINUTO - Prima dichiara di volersi astenere qualora scoprisse di essere il 158esimo; poi però, all'ultimo minuto decide di non prendere parte al voto. Ma non‚ il solo. Il presidente della commissione Difesa Sergio De Gregorio nella sua decisione di disertare l'Aula del Senato al‚ in buona compagnia: non prendono parte alle votazioni anche il senatore a vita Giulio Andreotti, Giovanni Pistorio (Mpa), il Verde Mauro Bulgarelli (che preferisce essere dalla mattina a Vicenza come "gesto simbolico"), il dissidente Fernando Rossi. Assenti i due senatori a vita Francesco Cossiga e Sergio Pininfarina.
Anna Laura Bussa

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