Domenica 16 Dicembre 2018 | 01:42

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I Trattati di Roma, quel giorno del 25 marzo 1957

la firma dei Trattati di RomaROMA - Il 25 marzo 1957 vennero firmati a Roma i Trattati costitutivi della Comunità economica europea e della Comunità europea dell'energia atomica. Raccontiamo quello storico momento attraverso alcune notizie dell'Ansa di quel giorno.
I solenni rintocchi della «patarina», la storica campana del Campidoglio, hanno dato l'annuncio dell'inizio della cerimonia. Pioveva a dirotto sull'affollatissima piazza michelangiolesca, nella quale gli agenti dell'ordine avevano tenuto sgombero un corridoio per le automobili quando, poco prima delle 18, sono cominciati ad arrivare i ministri. La scena che stava di fronte a poche migliaia di romani è stata simultaneamente seguita sui teleschermi da molti milioni di europei, anzi idealmente dai centocinquanta milioni della piccola Europa, beneficiari dei nuovi Trattati sui quali questa sera è stata posta la firma.
Una dozzina di telecamere, situate nella sala degli Orazi e Curiazi, lungo gli scaloni del Campidoglio e sulla piazza di Marco Aurelio, hanno seguito minuto per minuto le fasi della storica cerimonia, collegate alle stazioni televisive dei sei Paesi firmatari. Le bandiere delle sei Nazioni sventolavano ai balconi del palazzo dei Conservatori, alle 18 precise i ministri e i capi delegazione hanno preso posto al lungo tavolo di noce ricoperto di damasco rosso, che occupava per tutta la sua lunghezza la sala degli Orazi e Curiazi, così detta per la scena rappresentata da uno dei suoi affreschi.
Antonio Segni, Gaetano Martino, Konrad Adenauer, Christian Pineau, Paul Henry Spaak, Joseph Luns, Joseph Bech sedevano al tavolo insieme ai rispettivi sottosegretari e capi-delegazione. Dietro, su quattro file di poltroncine, i membri delle delegazioni e delle rappresentanze diplomatiche (...).
Ai convenuti il sindaco Tupini ha porto il saluto di Roma, esprimendo la soddisfazione e l'orgoglio della cittadinanza di ospitare i rappresentanti dei sei Paesi in occasione dell'eccezionale avvenimento (...).
Alle 18,50 nella sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio sono stati firmati i Trattati per la Comunità economica europea e per la Comunità atomica. Per l'Italia ha firmato il presidente del Consiglio Segni ed il ministro degli esteri Martino (...).
I discorsi sono stati simultaneamente tradotti nelle quattro lingue della Comunità: francese, tedesco, italiano e olandese. II pubblico che ha assistito personalmente alla firma era molto esiguo, perchè il gran numero dei componenti delle varie delegazioni, delle autorità italiane e dei giornalisti, che erano circa duecento, non consentiva la presenza di altre persone nella pur vasta sala: ha parlato prima il ministro Martino, cui hanno fatto seguito Adenauer, Spaak, Pineau, Bech e Luns.
Tutti gli oratori hanno ricordato Alcide De Gasperi, alla cui azione si deve gran parte del lavoro per creare le basi della nuova Europa, ed il lungo processo unitario attraverso una politica di successiva integrazione economica e tecnica, sotto il segno dell'energia atomica. Si è quindi proceduto alla firma dei Trattati.
Ha firmato per primo Spaak nella sua qualità di presidente del Comitato intergovernativo e di ministro degli esteri belga, contemporaneamente la «patarina» ha sottolineato con i suoi ampi rintocchi l'inizio dell'ordine nuovo che governerà l'Europa del futuro. Hanno poi firmato, nell'ordine: il segretario generale del ministero degli affari economici del Belgio, barone Snoy, il ministro degli esteri francese Christian Pineau ed il sottosegretario Maurice Faure, il cancelliere Adenauer ed il sottosegretario Hallstein. Quindi il presidente del Consiglio italiano Segni ed il ministro Martino, il presidente del Consiglio e ministro degli esteri del Lussemburgo, Bech, ed il capo della delegazione lussemburghese, Schaus, infine il ministro degli esteri d'Olanda Luns ed il capo della delegazione olandese, Linthorst Homan. Alle 18,50 la cerimonia della firma ha avuto termine. I ministri, i sottosegretari e gli altri diplomatici si sono trasferiti in una sala attigua per un brindisi (...).
Nel salone al posto loro riservato sedevano tutti i membri del Governo italiano al completo, quasi tutti i sottosegretari, le alte cariche dello Stato, le signore De Gasperi e Segni, e i tre saggi dell'Euratom i professori Giordani, Armand ed Etzel (...).
Prima dell'inizio della cerimonia nella sala dei Trionfi di Annibale il sindaco Tupini ha presentato ai ministri i membri della giunta comunale e ha dichiarato che a ciascuno dei dodici firmatari verrà consegnata una medaglia d'oro fatta coniare dal Comune di Roma a ricordo dello storico avvenimento. All'uscita tutti i partecipanti alla cerimonia esprimevano la loro soddisfazione e la loro gioia per il grande evento che si era compiuto.
Interrogato dall'Ansa il ministro degli esteri belga Spaak, che è uno dei più convinti e tenaci assertori dell'idea europeista, ha affermato che la prima grande tappa è stata finalmente raggiunta ma che ora bisogna guardare all'avvenire e lavorare ancora più intensamente per tradurre in realtà le disposizioni dei Trattati. Spaak ha anche sottolineato il lungo e faticoso lavoro delle varie delegazioni dei sei Paesi, sia dei negoziatori che degli esperti, e in particolare il contributo efficace e determinante del ministro Martino e ha concluso manifestando la sua fiducia che con le ratifiche dei Parlamenti l'Europa potrà conseguire ulteriori sviluppi sul cammino oggi iniziato.

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