Sabato 15 Dicembre 2018 | 16:53

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Il Vaticano rilancia: l'Europa non può tradire la Fede

VaticanoROMA - La Santa Sede è piombata sulle imminenti celebrazioni per i 50 anni del «Trattato di Roma», criticando con durezza decisioni prese in passato da istituzioni comunitarie in materia di embrioni e di famiglia. E ammonendo i vertici della Ue a non abbandonare «il cristianesimo come si abbandona un compagno di viaggio che diviene straniero». L'Unione Europea - ha avvertito stasera mons. Dominique Mamberti, 'ministro degli Esterì del Papa - «non può tradire i valori cristiani, come un uomo non può tradire le sue ragioni di vivere e di sperare, senza cadere in una crisi drammatica». Palcoscenico per l'intervento dell'esponente della Santa Sede è stato il convegno organizzato a Roma dagli episcopati europei per fare il punto sui «Valori e le prospettive per l'Europa di domani». Al summit, aperto dal presidente del vescovi italiani mons. Angelo Bagnasco, si sono succeduti molti uomini politici europei, dal vice presidente della Commissione, Franco Frattini, al ministro degli Interni tedesco Wolfang Schauble. Il presidente del Parlamento europeo, Hans Gert Pottering, aveva appena finito il suo intervento ed era uscito nel corridoio per annunciare ai giornalisti di aver invitato, in un'udienza stamane in Vaticano, papa Benedetto XVI a visitare Strasburgo. Per una coincidenza certo non voluta, proprio in quel momento in sala, mons. Mamberti ha aperto il suo discorso ricordando che «nelle due ultime legislature del Parlamento europeo le posizioni della Chiesa e del Vaticano sono state attaccate quasi 30 volte ed ingiustamente accusate di indebita ingerenza in campo europeo».
Riferendosi alla decisione di distruggere gli embrioni umani non utilizzati, il ministro del Papa ha usato parole di fuoco. «Una democrazia - ha detto - che anzichè servire la vita umana, la mette ai voti ed appoggia chi la sopprime, sembra preda della prevaricazione e dell'intolleranza». «I cristiani impegnati nello spazio pubblico europeo - ha scandito - per essere pienamente coerenti con la loro fede, nell'attuale contesto culturale e politico debbono considerare prioritario e qualificante per il loro impegno pubblico, la tutela della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, e della struttura della famiglia, come unione tra un uomo e una donna, fondata sul matrimonio». «Certamente - ha proseguito - non si può assimilare l'Europa alla cristianità e nemmeno ridurre la cristianità all'Europa, ma è indubbio che il cristianesimo non è soltanto uno degli ingredienti del cocktail europeo». E, a questo proposito, ha lanciato un'altra stoccata : il Vaticano è assolutamente contrario ad una politica dell'allargamento che possa minacciare «la condivisione dei principi e dei valori forgiati dal cristianesimo», valori «che hanno reso l'Europa un faro di civiltà per il mondo intero». In sala, molti hanno interpretato queste parole come un riferimento alla Turchia. Se l'intervento di Mamberti si è distinto per i suoi toni senza compromessi, molti altri vescovi, prima di lui e a cominciare dall'italiano Bagnasco, avevano chiesto che l'Europa recuperasse, a partire dalla nuova versione del trattato istituzionale, il patrimonio e i valori propri del cristianesimo. In questo senso si pronuncerà anche un documento dei vescovi europei che sarà consegnato domani al presidente del Consiglio Romano Prodi, affinchè lo porti ai suoi colleghi capi di Stato e di Governo a Berlino per le celebrazioni solenni dei 50 anni dei trattati di Roma. Lo stesso Pottering aveva confessato di essere personalmente a favore di una menzione all'eredità cristiano-giudaica dell'Europa nella dichiarazione che verrà letta domenica nella capitale tedesca. «Ma alcuni - ha rivelato -erano contrari».

Tra gli intervenuti di oggi, solo il pastore protestante Jean Arnold De Clermont, ha annunciato che gli evangelici «non si batteranno nè a favore nè contro il recupero della menzione delle radici cristiane in una eventuale nuova edizione del trattato costituzionale europeo». L'importante - ha detto - è che le chiese possano avere voce nel futuro continente.
I partecipanti al summit, oltre 400 persone da tutta Europa, saranno ricevuti domani in udienza da Papa Ratzinger. Oggi hanno ascoltato un messaggio di benvenuto e saluto rivolto loro dal presidendente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano.
Elisa Pinna

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