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Tra nostalgia del passato e i nodi del futuro

Europa unitaROMA - Una giornata all'insegna dell'Europa, quella di mezzo secolo fa e quella di oggi, con i suoi risultati concreti ma anche con numerosi problemi e carenze. Roma ha celebrato con una serie di incontri ufficiali e altre iniziative i primi 50 anni di vita dei Trattati che il 25 marzo 1957 diedero l'avvio al lento processo dell'integrazione Ue.
Presenti molti dei 'big' delle istituzioni di Bruxelles - a cominciare dai presidenti della Commissione e dell' Europarlamento, il portoghese Josè Manuel Durao Barroso e il tedesco Hans Gert Poettering - gli appuntamenti politici chiave a Roma sono stati tre: il primo al Senato, quindi al Comitato delle Regioni, infine al Campidoglio. A tutti e tre è stato presente il premier Romano Prodi.
Due sono stati i tratti comuni in molti degli interventi fatti, da quelli di Barroso e Poettering, ai discorsi di Prodi, dei presidenti del Senato, Franco Marini, e della Camera, Fausto Bertinotti: l'orgoglio per i risultati concreti faticosamente ottenuti in questo mezzo secolo di vita Ue, e nel contempo la consapevolezza che quello di oggi è solo un punto di partenza, vista l'entità dei problemi ancora aperti. Primo fra tutti il nodo della Costituzione.
A dare la scossa è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha detto chiaramente come l'Ue non può più permettersi di perdere tempo. Non si può più, in altre parole, continuare ad «esitare». Anzi - ha sottolineato il capo dello Stato - l'Ue deve «uscire presto dal punto morto in cui si trova».
Sul tavolo c'è soprattutto proprio il tema della Costituzione, e cioè l'individuazione della formula magica per superare lo stallo in cui si trova il Trattato dal doppio 'nò franco-olandese. Un processo, quello costituzionale, che - come sottolineato da più parti, in particolare da Prodi - dovrebbe «essere completato entro il 2009», e cioè prima del prossimo appuntamento elettorale dei Ventisette.
Sullo sfondo c'è in altre parole il tema dello snellimento del testo: «Un bel giorno la Costituzione la avremo, ma non sarà questa di 30.000 pagine. Starà in un taschino», ha per esempio commentato il ministro delle Politiche comunitarie, Emma Bonino. E strettamente collegata alla Costituzione c'è un'altra questione chiave, e cioè quella della revisione dei meccanismi istituzionali Ue: tema emerso, anche questo, in molti degli interventi e delle dichiarazioni di oggi.
Così come sono stati numerosi i politici - fra i quali proprio Barroso - a ricordare la figura di uno dei padri fondatori dell'Europa unita, e cioè Alcide De Gasperi: «L'unione politica e il processo dell'integrazione nel campo economico e commerciale sono termini interdipendenti che si ripercuotono uno sull'altro», disse 50 anni fa De Gasperi, ha ricordato Barroso, segnalando fra l'altro che proprio questo continua a essere uno dei temi chiave nell'Europa del 2007.
L'antivigilia della prossima domenica - quando, a Berlino, i leader dei Ventisette firmeranno una 'dichiarazionè nel tentativo di rilanciare l'Ue - è stata a Roma colorata da una serie di celebrazioni, che proseguiranno nei prossimi giorni: molte di queste puntano ad accorciare il 'gap' esistente oggi giorno tra le istituzioni Ue ed i cittadini europei.

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