Lunedì 17 Dicembre 2018 | 08:13

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«Basta pubblicare gossip infondato»: in Gazzetta Ufficiale il provvedimento del Garante della Privacy

ROMA - Il provvedimento del Garante della privacy che stringe i freni sulla pubblicazione di notizie non essenziali o che incidono sulla sfera sessuale in relazione all' indagine in corso a Potenza è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale uscita stamane. La dizione ufficiale è: "Garante per la protezione dei dati personali. Provvedimento 15 marzo 2007. Diffusione di dati personali concernenti un'attività di indagine in corso presso gli uffici giudiziari di Potenza".

Ecco il contenuto del provvedimento: il Garante, ai sensi del Codice in materia di protezione dei dati personali, « vieta con effetto immediato a tutti i titolari del trattamento in ambito giornalistico, in relazione alla vicenda oggetto della presente decisione, di diffondere dati personali in violazione del provvedimento del Garante del 21 giugno 2006...allorché: si riferiscano a fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico, oppure, riguardino notizie, dettagli e circostanze eccedenti rispetto all'essenzialità dell'informazione, o, ancora, attengano a particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale; dà atto che la violazione del presente provvedimento costituisce reato perseguibile d'ufficio, punito con la reclusione da tre mesi a due anni (art. 170 del Codice) ed è fonte di responsabilità risarcitoria per danno (art. 15 del Codice); stabilisce che ciascuna violazione venga denunciata senza ritardo dal Garante alla competente autorità giudiziaria...».
Nella premesse l'autorità ricorda le disposizioni già dettate in tema di intercettazioni e rileva di avere «ritenuto di dover verificare in via d'urgenza il rispetto dei principi richiamati in tale provvedimento, stante la necessità di intervenire celermente a tutela dei diritti e delle libertà fondamentali di persone lese dalla predetta pubblicazione, con particolare riferimento alla loro riservatezza, dignità ed identità personale, nonché al loro diritto alla protezione dei dati personali». Inoltre «nel quadro della cronaca giornalistica su vicende per le quali è configurabile un interesse pubblico alla conoscenza anche dettagliata di fatti, sono state diffuse alcune informazioni e notizie, anche non estratte da trascrizioni di intercettazioni, eccedendo i limiti del diritto di cronaca e violando, comunque, i diritti e la dignità di persone interessate, a prescindere dalla veridicità di quanto diffuso».


Vallettopoli - Libero Schicchi

Il gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, ha disposto per l'indagato soltanto l'obbligo di dimora e quello di firma davanti alla polizia giudiziaria. Nell'inchiesta coordinata dal pm, Henry John Woodcock, su foto e ricatti ai vip, Schicchi è accusato di sfruttamento della prostituzione, ma il gip ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari nei suoi confronti, pur confermando l'intero impianto accusatorio e i «gravi indizi»

POTENZA - Lo scopritore di pornostar, Riccardo Schicchi, è libero e può lasciare gli arresti domiciliari nella sua casa romana, dove si trovava da lunedì scorso: stamani il gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, ha disposto per l'indagato soltanto l'obbligo di dimora e quello di firma davanti alla polizia giudiziaria.
Nell'inchiesta coordinata dal pm, Henry John Woodcock, su foto e ricatti ai vip, Schicchi è accusato di sfruttamento della prostituzione, ma il gip ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari nei suoi confronti.
Il gip, inoltre, ha respinto oggi la richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata da Marco Bonato, uno dei più stretti collaboratori di Fabrizio Corona. Secondo l'accusa, Bonato ha partecipato sia alle estorsioni sia allo sfruttamento della prostituzione.
Per Schicchi e Bonato, comunque, il gip ha confermato l'esistenza di "gravi indizi" a carico.

«Non sono assolutamente soddisfatto dell'esito dell'istanza di revoca. Il gip ha ritenuto sussistenti gli indizi a carico del mio assistito pur sostituendo gli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora a Roma»: lo ha detto stamani a Potenza il legale di Riccardo Schicchi, l'avvocato Michele Cianci.
«Non sono soddisfatto - ha proseguito Cianci - perché dalla stessa ordinanza di custodia cautelare si evince come Schicchi sia estraneo a tutti i fatti. Tra l'altro oggi - ha concluso il legale di Schicchi - nel verificare gli atti, quanto meno anche nel verificare le copie dell'indice dei faldoni, mi è parso di capire, ma lo andrò a verificare chiaramente, che dei soggetti sentiti a sommarie informazioni come persone informate sui fatti, siano stati addirittura intercettati telefonicamente pur non essendo indagati. Se ciò fosse vero sarebbe un atto gravemente lesivo della libertà dei cittadini e quindi andrebbe contro ogni diritto garantito nella Costituzione».

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