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Vallettopoli / Potenza - I leader politici cercheranno di varare il disegno di legge sulla diffusione delle intercettazioni telefoniche

Giustizia - Il ministro Clemente Mastella ROMA - È bufera su "Vallettopoli" e le fughe di notizie. Dal garante della privacy arriva un nuovo stop alla diffusione di notizie, dettagli e circostanze «eccedenti rispetto all'essenzialità dell'informazione», mentre si prepara il giro di vite sulle intercettazioni telefoniche. Il governo spinge, la maggioranza accelera e l'opposizione è d'accordo. Ci sono le condizioni per portare in aula alla Camera il ddl sulle intercettazioni, presentato sette mesi fa dal governo e in attesa di calendarizzazione dopo il lavoro in commissione. Si cerca una "finestra" per inserire il provvedimento in tempi rapidi, districandosi nel traffico di leggi da approvare a Montecitorio. Forse già prima di Pasqua. È questo il primo effetto del "caso Sircana" (il portavoce di Prodi: il quotidiano "Il Giornale" ha scritto che dall'inchiesta risulterebbe essere stato pedinato da uno degli indagati - a fini estorsivi - mentre aveva contatti con "viados" nelle strade di Roma).
Il ddl ormai da mesi "dimenticato" si farà. E si farà anche in fretta. «Mi pare ci sia la condizione di poter determinare tutte le accelerazioni del caso, anche sulla base dei fatti che accadono», è il "placet" del presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Preme per un nuovo slancio al provvedimento il governo. I due ministri proponenti, Giuliano Amato e Clemente Mastella, si esprimono sulla stessa lunghezza d'onda.
Entrambi chiedono che il Parlamento affronti il nodo intercettazioni in tempi brevi. «Una accelerazione sarebbe positiva, ma il governo - ricorda il guardasigilli - non può più fare nulla. Io, per quel che riguarda l'importanza e l'urgenza del provvedimento resto fermo a sette mesi fa: era importante allora, è importante oggi».
Certo che se il provvedimento fosse stato approvato, il caso Sircana
non ci sarebbe stato, sottolinea il guardasigilli. E il ministro dell'Interno ricorda che è stato «un errore» non portare avanti il disegno di legge e «questa vicenda può ridare una spinta a lavorarci. Può essere l'unico lato positivo di questa vicenda», sottolinea. «Sarebbe il caso di portarlo avanti tempestivamente», auspica anche il vicepremier Francesco Rutelli.
Bisogna «mettere subito il calendario il provvedimento, e approvarlo presto», e proprio perché il disegno di legge sulle intercettazioni giace ormai da mesi alla Camera «una corsia ordinaria va trovata». È quanto chiede anche il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, che certifica la volontà del Parlamento di riportare all'ordine del giorno il testo. Il centrodestra è disponibile a discutere il ddl.
Intanto, il portavoce di Palazzo Chigi, Silvio Sircana, coinvolto come parte lesa nell'inchiesta di Potenza, oggi lascia il policlinico Gemelli ed è pronto a riprendere il suo lavoro già domani. In giornata un telefonata tra lui e il premier Romano Prodi.

Il ministro della Giustizia difende il suo provvedimento. Se il ddl fosse stato approvato dal Parlamento, il caso Sircana non ci sarebbe mai stato. «Io il ddl l'ho presentato alla Camera ed è fermo lì da sette mesi. Ho sempre detto che c'è una mia disponibilità e una mia responsabilità sui questa materia, ma - ricorda Mastella - non dipende da me se il ddl non è andato avanti».
Il provvedimento ha incontrato resistenze anche a causa delle preoccupazioni dei magistrati e dei giornalisti che temono di vedere drasticamente limitato il proprio lavoro.
«I magistrati - affermato Mastella - ci dicono che vogliamo impedire le indagini, i giornalisti che vogliamo impedire la pubblicazione delle informazioni. Ma la libertà delle persone, la riservatezza della sfera personale e la tutela della privacy vengono prima di tutto». «Se il Parlamento approva celermente il ddl, tutte queste informazioni vergognose che abbiamo visto circolare in questi giorni, che rovinano la vita delle persone, ledono la loro dignità o infangano la loro rispettabilità, non verranno più pubblicate».
«Io non mi preoccupo solo di questo aspetto ma mi preoccupo anche - spiega Mastella - dell'uso strumentale e ricattatorio che può essere fatto ai fini politici di questo tipo di informazione».
Bertinotti accoglie la disponibilità dei poli a rimettere al centro dei lavori il ddl intercettazioni. «Mi pare - dice il presidente della Camera - che da parte delle commissioni ci sia stata l'attenzione necessaria, e che ci sia anche la condizione di poter determinare tutte le accelerazioni del caso, anche sulla base dei fatti che accadono».
Arrivare a una legge che disciplini la materia è «necessario»: «Il lavoro è già avviato. Credo che abbia bisogno solo di una accelerazione», auspica. Una accelerazione che però ha davanti una strettoia: l'ingorgo dei decreti che blocca i lavori di Montecitorio, fermo ormai da due mesi in coda all'ordine del giorno dell'aula. La Camera è alle prese con il decreto sulle liberalizzazioni, in scadenza, e da martedì i deputati dovranno esaminare il decreto legge del governo anti violenza nel calcio, che scade il 9 aprile. Mastella ricorda che il governo ha fatto quello che doveva, ora tocca al Parlamento.
«Dovrebbe andare subito dopo il decreto Bersani, questo mi pare l'accordo. Una accelerazione sarebbe positiva, ma il governo non può
più fare nulla. Io, per quel che riguarda l'importanza e l'urgenza del provvedimento resto fermo a sette mesi fa: era importante allora, è importante oggi», sottolinea il ministro della Giustizia.

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