Lunedì 10 Dicembre 2018 | 07:52

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Bari - Circa 200 persone - aderenti a varie organizzazioni comuniste - hanno manifestato contro il presidente russo Putin

BARI - Circa 200 persone in piazza Ferrarese hanno "contraccolto" il presidente della Russia, Vladimir Putin a Bari per il vertice intergovernativo italo-russo. Sono i rappresentanti di quelli che sono stati chiamati ironicamente Cccp (Comitati che contraccolgono Putin), ai quali aderiscono giovani comunisti di Prc, comitati e associazioni studentesche. Alla manifestazione sono presenti anche i giovani del Partito marxista-leninista italiano e del Partito di alternativa comunista.
«Siamo noi con le nostre voci e i nostri corpi - dice il portavoce dei giovani comunisti baresi del Prc, Nicola Carella - a ricordare l'omicidio di Anna Politkoskajia, le violenze e le torture in Cecenia. Siamo per la libertà di stampa e chiediamo anche la liberazione del giornalista di Repubblica sequestrato dai Taleban in Afghanistan». Russia - Il presidente Vladimir Putin
«Siamo noi - continua Carella - a chiedere conto al signore del Cremlino dei 7.000 desaparecidos, dei 30.000 morti in Cecenia, degli oltre 200.000 sfollati e profughi che il conflitto ha prodotto».
Tanti gli slogan contro Putin: «No Putin, no party», ma anche un invito calcistico: «Lascia la Cecenia, comprati il Bari».
Per il coordinatore regionale del Partito di alternativa comunista, Michele Rizzi, che ha aderito alla manifestazione di protesta, «mentre la città di Bari, e in più generale la Puglia, annegano nella disoccupazione e nella precarietà del lavoro, Prodi incontra Putin in un vertice che costa 400.000 euro e che ha portato alla blindatura della città».
«Oggi - continua Rizzi - sfila il carosello del potentato pugliese e non con ministri, sindaci e amministratori regionali, porporati cattolici e ortodossi. Prodi e la sua maggioranza vanno avanti nel finanziamento della guerra in Afghanistan e negli attacchi alle pensioni e nello scippo del Tfr e Putin continua con l'oppressione del popolo ceceno e con gli attacchi ai diritti democratici del popolo russo».
Per Rizzi, «è necessario contestare la zona rossa di questo vertice che ricorda molto il G8 di Genova e chiedere invece l' immediato ritiro delle truppe da tutti gli scenari di guerra e contestare l'ennesima controriforma delle pensioni e del Tfr del governo Prodi».
I rappresentanti del Partito marxista-leninista hanno diffuso un documento nel quale si sottolinea che «Putin, nuovo padrone zar della federazione russa è il capo indiscusso del capitalismo e dell'imperialismo russo».

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