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La mappa dei cambiamenti in atto in Italia

Il rischio di desertificazione più alto in Puglia e Basilicata
Caldo siccitàROMA - Questa la mappa dei cambiamenti in atto in Italia. La fotografia è scattata dal Cnr in base alle analisi dei dati degli ultimi duecento anni ed è contenuta nel manuale «Clima: istruzioni per l'uso» del climatologo Vincenzo Ferrara e del giornalista Alessandro Farruggia:
- TEMPERATURE: Il tasso di crescita delle temperature medie in Italia è molto superiore, circa doppio, rispetto a quello medio globale. Sono cresciute negli ultimi due secoli di 1,7 gradi, pari ad oltre 0,8 gradi per secolo, ma il contributo più rilevante a questo aumento è avvenuto negli ultimi 50 anni, per i quali l'aumento è stato di circa 1,4 gradi, pari a circa 2,8 gradi per secolo. Sono salite più le minime (soprattutto al Nord) delle massime, e di più le temperature invernali (specie al Sud) che quelle estive. Considerando solo gli ultimi 50 anni sono salite più le massime di quelle minime e quindi le escursioni termiche giornaliere. Sono anche aumentate, come durata e intensità le ondate di calore estivo. Diminuite, specie di frequenza, le ondate di freddo invernale
- PRECIPITAZIONI: La tendenza generale è all'aumento dell' intensità e alla diminuzione della durata. Il calo delle precipitazioni totali su tutta Italia di circa il 5% a secolo, con maggiori riduzioni, del 9%, in primavera; le riduzioni sono accentuate al Centro-Sud. Diminuiscono i giorni di pioggia negli ultimi 50 anni: circa 6 giorni per secolo al Nord e circa 14 giorni nel Centro-Sud. In aumento i fenomeni siccitosi, specie in inverno al Nord e in estate al Sud
- RISORSE IDRICHE: Tendono a diminuire, secondo la Conferenza nazionale delle acque,le risorse complessive, stimate in circa 50 miliardi di metri cubi per anno, di cui il 41% al Nord, il 26% al centro, il 20% al Sud e 6% nelle isole. Riduzioni più marcate al Sud e nelle isole
- LIVELLO DEL MARE: Il Mediterraneo mostra anomalie negli ultimi 30 anni rispetto alla tendenza globale di crescita di 15-20 cm di un secolo: è rimasto stazionario o ha mostrato sintomi di diminuzione. Due i fattori: maggiore evaporazione dovuta al riscaldamento globale e minore apporto dei fiumi; aumento di salinità
- VARIAZIONE AMBIENTE MARINO: Secondo le valutazioni dell' Enea,l'innalzamento del Mediterraneo al 2090 dovrebbe essere contenuto tra i 18 e i 30 cm. A rischio inondazione 4.500 km quadrati di aree costiere e pianure: 25,4% nel Nord, soprattutto Alto Adriatico; 5,4% Centro, soprattutto medio Adriatico e alcune zone del medio Tirreno; 62,6% al Sud, specie Golfo di Manfredonia e zone del Golfo di Taranto; 6,6% in Sardegna, soprattutto parte occidentale e meridionale. L'entità del rischio cambia a seconda della zona
- VARIAZIONE ECOSISTEMI TERRESTRI: Il riscaldamento globale e il mutamento delle risorse idriche porteranno mutamenti negli ecosistemi terrestri di pianura, con uno spostamento di circa 150 km verso Nord per ogni grado di aumento della temperatura, mentre gli ecosistemi montani avanzeranno di circa 150 metri verso l'alto per ogni grado in più
- RISCHIO DESERTIFICAZIONE: La qualità del suolo tende a degradarsi, specie al Sud. Le aree aride, semi-aride e sub-umide secche a rischio interessano il 47% della Sicilia, il 31,2% della Sardegna, il 60% della Puglia e il 54% della Basilicata
- LE ALPI: Il tasso di crescita della temperatura media sulla catena alpina in quest'ultimo secolo è compreso fra 1,5 gradi e 2 gradi. Gran parte dell'aumento è successivo al 1980.

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