Sabato 15 Dicembre 2018 | 07:19

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Mali - Contro la fame «Sovranità alimentare»

fame e povertà in AfricaROMA - Si chiama «Sovranità Alimentare» ed è il principio rivendicato da contadini, agricoltori, pastori, pescatori ma anche consumatori e ambientalisti di 98 paesi del mondo riuniti al Forum di Selinguè (Mali), per cambiare le politiche agricole e alimentari imposte dalle grandi organizzazioni economiche occidentali: Wto, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale in testa.
«Sovranità alimentare - spiega Mohamaedu Maga uno dei rappresentanti del Roppa (La rete di organizzazioni dei produttori allevatori e agricoltori dell'Africa Occidentale) - significa innanzitutto non dipendere dai paesi occidentali per l'approvvigionamento di cibo ed esserne sovrani. Per raggiungere questo obiettivo bisogna tutelare i mercati locali, le produzioni regionali, sostenendo il mondo rurale». Parole che è facile sentire anche in Europa pronunciate dalle grandi organizzazioni agricole impegnate nella tutela dei prodotti tipici.

«Oggi più che mai è necessario riconoscere il diritto dei popoli di definire autonomamente le proprie politiche nel settore agricolo e alimentare», afferma Andrea Ferrante presidente dell'Aiab (l'associazione Italiana Agricoltura Biologica) unica organizzazione agricola invitata al Forum di Selinguè «un principio che, se mai sarà ripreso il round di Doha, troverà uniti tante organizzazioni del nord e del sud del mondo a contestare le fallimentari politiche neoliberiste i poste dal Wto». «Nel mondo - aggiunge Mohamaedu Maga - più di 800 milioni di persone soffrono la fame e questa è la prova più chiara che le politiche grandi industrie alimentari occidentali non sono lo strumento giusto per far uscire il sud del mondo dalla fame».

Il rappresentante del Roppa fa l'esempio dei paesi della Cedeao (la comunità economica degli stati dell'Africa dell'Ovest di cui fanno parte 15 paesi fra cui il Mali, il Senegal, la Nigeria, il Burkina Faso) dove non si riesce, ad esempio, a impostare una filiera lattiero-casearia «perchè dall'occidente - spiega - arrivano enormi quantità di latte in polvere di bassa qualità a prezzi stracciati rendendo poco remunerative le produzioni indigene». «Il nostro obiettivo - prosegue Maga - è di ottenere dagli accordi bilaterali UE-Cedeao che sono attualmente in corso di affrontare il problema di una dipendenza alimentare dall'Europa sempre più crescente e che invece deve diminuire, la valorizzazione del lavoro agricolo e della politica agricola regionale della Cedeo con la creazione attraverso delle misure protezionistiche di un mercato regionale dei prodotti agricoli locali».

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