Martedì 11 Dicembre 2018 | 04:08

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Il Rapporto Antimafia - «Avanzano in Italia le bande straniere»

Euro Aziende agricole in Toscana, investimenti immobiliari sulla riviera ligure, persino il controllo di parcheggi di minibus destinati al trasporto di merci e persone tra l'Ucraina e l'Italia e alla consumazione di estorsioni nei confronti degli autisti degli automezzi e dei passeggeri.
L'ombra della mafia russa si allarga a macchia d'olio in Italia: dalla Lombardia al Lazio, dalla Toscana al Piemonte, dall'Emilia Romagna fino alle Marche, è stata accertata la presenza di elementi sospetti, soprattutto ai fini del riciclaggio di ricchezze provenienti da illeciti penali.
Lo segnala la relazione annuale della Procura nazionale antimafia, che dedica un intero capitolo alla geografia delle mafie straniere.
In Lombardia, ad esempio, è stata accertata la presenza di cittadini russi che si dedicano alla ristrutturazione di immobili di grande pregio e alla gestione di ditte di import-export. E tra le attività delinquenziali tipiche, poste in essere in Italia da gruppi criminali dell'ex Unione Sovietica, va rilevato, si legge nella relazione della Dna, il traffico di sostanze stupefacenti sintetiche, quali ecstasy ed "eva", di hashish e di eroina derivante dalla coltivazione del papavero da oppio nei territori delle repubbliche dell'Asia centrale, come Tazakistan e Ubzekistan, di quelle transcaucasiche, soprattutto l'Azerbaidjan.
Nel periodo preso in esame dalla relazione, è stato registrato un aumento del numero di cittadini ucraini radicatisi nella regione Campania. Le donne vengono, di solito, avviate alla prostituzione o al lavoro di badanti e colf, mentre gli uomini vengono destinati al lavoro in fabbriche tessili o nel settore agricolo.
Inoltre, secondo la Procura Antimafia, collegamenti della
criminalità ucraina con la camorra, sono testimoniati dalla indagine
svolta dalla Dda di Napoli, che si è conclusa con la emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni a danno di connazionali.
Le investigazioni su questo fronte hanno documentato l'operatività, nel capoluogo campano e a Caserta, di tre diversi gruppi criminali di etnia ucraina i quali, con la collaborazione anche di cittadini campani, erano dediti al controllo di alcuni parcheggi di minibus adibiti al trasporto di merci tra il nostro Paese e l'Ucraina.
La comunità cinese in Italia è cresciuta in maniera esponenziale, rileva la procura Antimafia nella relazione annuale, a seguito dei provvedimenti di sanatoria degli ultimi anni, ma soprattutto con l'apertura della Cina all'occidente, avvenuta a seguito dei noti fatti di piazza Tien'anmen.
Comunità cinesi, negli ultimi anni, si sono insediate anche nelle regioni insulari e meridionali e le città che registrano una maggiore presenza di cittadini cinesi sono Milano, con 9 mila presenze regolari, Firenze e Prato , con 15 mila presenze e via via, Torino, Trieste, Udine, Modena e Reggio Emilia.
I settori commerciali praticati dalle comunità cinesi in Italia sono quelli della ristorazione, dell'abbigliamento, dell'import-export di prodotti artigianali ed alimentari nonché quelli alberghiero,
turistico e pubblicitario. ma ciò che maggiormente preoccupa è il
fenomeno della immigrazione clandestina, prevalentemente dalla
provincia dello Zhejiang, le cui rotte di snodano attraverso soste in
diverse città europee con arrivi organizzati in Italia.
Per poter arrivare in Italia, ciascun clandestino paga una somma variabile dai venti ai trenta milioni di vecchie lire, molto spesso anticipata da organizzazioni che, in Cina, gestiscono questo tipo di traffico. Con la conseguenza, secondo la Dna, sovente il clandestino rimane indebitato e, quindi, disponibile a commettere atti illeciti per ripianare il proprio debito.
Lo stesso avviene per coloro che fungono mano d'opera sottopagata, prevalentemente in aziende clandestine e le investigazioni svolte hanno messo in evidenza che in Italia non opera un'unica organizzazione criminale cinese, ma numerosi gruppi delinquenziali composti, di norma, da persone aggregatesi secondo la provenienza dalla città di origine della Cina popolare.
Ogni gruppo è formato da un numero di persone tra le dieci e le cinquanta unità ed i componenti, molto spesso appartenenti alla stessa famiglia, commettono delitti quasi esclusivamente in danno di connazionali. Le attività delinquenziali tipiche commesse dai gruppi cinesi vanno dal traffico di clandestini alla falsificazione di documenti, dai sequestri di persona a scopo di estorsione a danno di connazionali, estorsioni, rapine, recupero crediti con metodi intimidatori e violenti, organizazzione del gioco d'azzardo.

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