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Marina Salomon: «per le domme italiane è più facile essere imprenditrici che manager»

Marina SalomonROMA - Ancora troppe poche donne ai vertici delle aziende in Italia. E, da noi, è quasi più facile «fare l'imprenditrice che la manager, a causa di un pregiudizio maschile cui sono sottoposte le donne che fanno carriera in azienda». Così Marina Salomon, imprenditrice veneta (ha fondato Altana S.p.a., tra le maggiori aziende europee di abbigliamento per donna e bambino e ha assunto assieme al padre il controllo della Doxa, la maggior società italiana nel settore delle ricerche di mercato), parla del divario che ancora esiste nei Consigli di amministrazione fra i rappresentanti del genere maschile e femminile.

«Ci sono almeno tre fattori - spiega - che influenzano la situazione: uno è il fatto che noi abbiamo una storia economica più recente rispetto ad altri Paesi e da qui consegue una linea più tradizionale del governo delle aziende. E' insomma il modello del capitalismo familista, che ha sempre privilegiato il maschio». Ma, a onor del vero, dice Salomon (sposata con Marco Benatti, imprenditore nel settore media e new economy, e mamma di 4 bambini), «anche in altri settori non va meglio». Incarichi al vertice preclusi, afferma, anche per le donne della «politica, del giornalismo e della finanza». L'altro fattore che impedisce alle nostre manager di affermarsi è «la mancanza di un'adeguata organizzazione sociale. In Francia - ricorda l'imprenditrice - lavora il 50% di donne in più che da noi eppure si fanno molti più figli. Perchè? La risposta è semplice: sono tre secoli che la società francese si organizza anche per aiutare le donne che lavorano».

L'ultimo fattore di ostacolo che Salomon cita è «una scarsa autostima», ma, tiene a sottolineare, «è veramente in fondo alla lista. Sto scoprendo - dice ancora - che molte donne hanno come una consapevolezza di non potercela fare, pur se molto dotate, mentre molti uomini, al contrario, hanno una grande autostima. E a volte - sottolinea - non giustificata».
Insomma, per le donne manager «è tutto un mondo che deve evolversi». E ricorda che «ancora oggi una dirigente d'azienda non ha la maternità pagata dallo Stato, ma dall'azienda stessa. Sono a favore della proposta Bonino di unificare per tutti, donne e uomini, l'età pensionabile, ma - conclude - dobbiamo dare in cambio alle donne quegli strumenti di flessibilità quando a loro servono, cioè quando sono giovani». E, sull'Anno europeo delle Pari opportunità che si celebra nel 2007, avverte: «Sono contro le celebrazioni, che in genere mi preoccupano e che possono rappresentare solo una splendida foglia di fico».

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