Martedì 11 Dicembre 2018 | 09:34

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Esigere rigore dai club

Giuseppe PisanuIl decreto Pisanu sulla violenza negli stadi è stato più volte disatteso. In molti stadi italiani si è giocato con deroghe della Prefettura. Probabilmente non accadrà più. Si va verso partite a porte chiuse o limitazioni ferree. Ma, anche ipotizzando l'applicazione fedele della legge firmata dall'ex ministro, andrebbero colmate alcune lacune che non riguardano soltanto l'arresto in flagranza differita (troppo ristretto il tempo a disposizione dell'autorità giudiziaria; si pensa infatti di allungarlo da 36 a 48 ore).
Anche la paventata e auspicabile privatizzazione degli impianti sportivi potrebbe non essere la soluzione senza accorgimenti importanti. Premettendo che eventuali incidenti all'esterno dello stadio resterebbero di competenza del ministero dell'Interno per il mantenimento dell'ordine pubblico, la questione non si risolve soltanto con prefiltraggi, tornelli e biglietti nominali. Perché gli stadi diventino luoghi sicuri (è certo che una riduzione della capienza conseguente all'ammodernamento all'inglese costituirebbe un vantaggio sotto il profilo del controllo) è fondamentale esigere rigore dai club, anche attraverso una stretta vigilanza.
Il fatto che le bombe carta (e non solo) sarebbero state nascoste all'interno dello stadio alcuni giorni prima di Catania-Palermo dimostrerebbe l'omissione (se non la condiscendenza) di chi detiene la gestione. Senza voler approfondire il caso specifico, per cercare di evitare davvero infiltrati in occasione degli incontri (sembra che entrino diffidati e delinquenti senza biglietto) è necessario innanzitutto una verifica sulle vendite (le società di calcio dovrebbero trasmettere alle Prefetture nomi e cognomi tagliando per tagliando senza possibilità di acquisti multipli).
Poi, si dovrebbe creare un apposito albo di polizia privata (con requisiti controllati dall'autorità) da cui attingere i cosiddetti steward, che non possono garantire la sicurezza (ed essere equiparati a pubblici ufficiali) senza alcun curriculum e alcuna verifica di professionalità. Spesso a svolgere questo compito sono proprio alcuni componenti dei gruppi che si vorrebbero arginare e combattere (a causa della complicità dei club di calcio, generalmente ricattati). Identica stretta deve essere prevista per gli addetti al riconoscimento al momento dell'ingresso nei settori.
G. Flavio Campanella

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