Martedì 18 Dicembre 2018 | 22:44

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L'intelligence: estrema destra recluta tra gli ultras

ROMA - C'è anche l'estremismo politico dietro la violenza negli stadi, con le curve che sono diventate, soprattutto al nord, «luogo privilegiato» di propaganda xenofoba e razzista per gli estremisti di destra. Il risultato sono cori razzisti, striscioni neonazisti, insulti a calciatori di colore. E non solo: "nemici", ancora una volta, sono considerati anche poliziotti e carabinieri, ritenuti «simbolo della repressione». È l'analisi degli esperti dell'intelligence che, della violenza negli stadi, hanno studiato soprattutto l'aspetto politico, xenofobo e di intolleranza razziale.
Elementi di estrema destra, secondo i servizi, si sono nel tempo infiltrati tra gli ultras proprio attraverso la propaganda politica. Il materiale distribuito nelle curve è «di stampo neonazista, xenofobo ed antigovernativo». Un lavoro di proselitismo che, assicurano gli analisti, sfocia poi, in molti casi, in episodi di intolleranza antirazziale, ma anche in «violenza contro le forze dell'ordine».
Gruppi strutturati che, in molti casi, secondo gli espertidi intelligence, in grado di sviluppare anche «legami internazionali», attraverso «gemellaggi con omologhe aggregazioni inglesi, tedesche, spagnole, francesi». E creare anche «forme di coordinamento per a fomentare disordini in occasione delle trasferte».
In Italia, i gruppi di estrema destra sono riusciti ad infiltrarsi soprattutto al nord, l'eccezione di Napoli. Tra le città in cui la tifoseria politica è più organizzata ci sono Roma, Milano Torino, ma anche realtà più piccole come Siena, Ancona, Trieste, Udine, Treviso, Vicenza, Ascoli, Piacenza e Verona.
Ma la tifoseria ultras, assicurano gli 007, non è solo di destra. Ci sono, infatti, componenti della sinistra antagonista il cui obiettivo è la «lotta dichiaratamente antifascista ed antirepressiva». Le più «agguerrite» sono le «frange dell'estremismo toscano», che, in molti casi, sono state al centro di incontri «di carattere oorganizzativo e programmatico» con l'obiettivo di frenare e contrastare «la presenza sugli spalti degli avversari politici, anche, a loro volta, attraverso un'azione di propaganda e proselitismo».

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