Domenica 16 Dicembre 2018 | 21:58

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Così il calcio inglese uscì dalla spirale hooligans

ROMA- Fermare la violenza negli stadi si può. Lo dimostra la ricetta applicata dagli inglesi contro il fenomeno degli hooligans. Dopo i drammatici fatti dell'Heysel (1985) - che portarono al bando europeo delle squadre inglesi per cinque anni - e dell'Hilsborough di Sheffield (1989), dove morirono 96 tifosi del Liverpool, il governo inglese riuscì a trovare le contromisure adeguate per combattere la piaga degli hooligans, riportando sugli spalti il pubblico, specie i ceti medio-alti della popolazione che avevano abbandonato il calcio per sport più nobili e sicuri come il cricket.
Questo, unito alle sterline del magnate di origine australiana Murdoch - proprietario del colosso televisivo a pagamento Sky - creò le basi per il fenomeno Premier League che, ancor oggi, a distanza di quasi dieci anni, rimane un modello. Parte di queste notevoli risorse televisive, unitamente ad appositi fondi stanziati dal Governo, sono stati poi utilizzati dai club - in ottemperanza alle direttive del «Taylor Report» (1990) - per rammodernare i propri stadi.

Il Taylor Report è stato lo strumento fondamentale nella lotta alla violenza in Inghilterra. Si tratta, in sostanza, di un'indagine/ricerca condotta - in seguito alla tragedia dell'Hilsborough e per conto del Governo - da Lord Justice Taylor.
L'indagine contiene tutta una serie di suggerimenti e di «raccomandazioni» ritenuti necessari per contrastare i ripetuti fenomeni di violenza dei tifosi inglesi.
Si basa su quattro linee guida: 1) Reinventare la comunità: lo stadio come spazio pubblico; 2) Riscoprire lo spettacolo: tutto può essere spettacolo, non solo l'evento partita; 3) Parlare ai tifosi come clienti: attenzione alla loro customer satisfaction; 4) Schedare i tifosi: introduzione della carta d'identità per i frequentatori degli stadi (misura mai applicata).

C'e da ricordare che nella realtà anglosassone, gli impianti sono di proprietà diretta dei club che provvedono alle spese di manutenzione ma, al contempo, possono sfruttarli per ogni genere di iniziative economiche, non ultime le speculazioni edilizie. Gli impianti sono facilmente raggiungibili, essendo situati in centro città, e con un'ottima visuale, essendo sprovvisti della pista di atletica.
Insomma, il metodo adottato dagli inglesi per arginare gli episodi di violenza riportando la gente negli stadi è stato proprio la completa ristrutturazione degli impianti, con l'eliminazione delle barriere tra il campo di gioco e la tribuna, i seggiolini in tutti i settori, la capienza di almeno 20mila posti e possibilmente dotati di box privati, uso di telecamere a circuito chiuso (metodo «Mandrake», particolare sistema di controllo con telecamera antiteppisti che permette di individuare, da un'immagine generale, una persona fra migliaia); la presa di coscienza dei tifosi dopo il bando europeo; responsabilizzazione delle società a cui è stata affidata la sorveglianza all'interno degli impianti. Presenza di stewards privati (pagati dai club) in collegamento via radio con la polizia presente solo all'esterno degli impianti; divieto per le società di intrattenere rapporti con i propri tifosi, fatta eccezione per la collaborazione finalizzata a prevenire possibili incidenti; creazione di una squadra speciale di sorveglianza nazionale anti-hooligans: la National Football Intelligence Unit costituita da Scotland Yard nel 1989. Un agente è affidato a ognuna delle 92 società professionistiche e si occupa - viaggiando sempre al seguito della tifoseria - della schedatura dei tifosi violenti e di azioni di infiltrazione. Con questo sistema è stato possibile schedare, in un'apposita banca dati, circa 7.000 tifosi. Sistema «Crimistoppers» (in dieci anni ha permesso la cattura di oltre 15 mila ultras) ideato da un gruppo di privati: esiste un numero verde a cui si può telefonare (media di circa 200 al giorno) per segnalare episodi, persone sospette e/o situazioni pericolose. Le denunce sono rigorosamente anonime così come la ricompensa ai cittadini che permettono la cattura degli eventuali teppisti.

Oltre al Taylor Report, e alla legge che impedisce la vendita di biglietti attraverso agenti non autorizzati, ci sono altre fondamentali leggi come lo Sporting Event Act (1985) che vieta l'introduzione degli alcolici negli stadi; il Pubblic Order Act (1986) grazie al quale si considera reato comportarsi alle partite in modo «allarmante», anche se non violento, e si concede ai magistrati il potere di impedire l'accesso negli stadi a singoli tifosi «violenti» che devono presentarsi ai rispettivi comandi di polizia in occasione delle partite; il Football Offences Act (1991) che permette alla polizia di arrestare e far processare per direttissima i tifosi anche solo per violenza verbale (linguaggio osceno e cori razzisti). Questa opera di sensibilizzazione e prevenzione ha provocato un sensibile aumento delle presenze allo stadio nonostante il fortissimo incremento nel costo dei biglietti.

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