Sabato 15 Dicembre 2018 | 21:39

GDM.TV

Ferrara dell'Enea: «i rischi sono gravi, non si può più aspettare»

ghiaccio, maltempoROMA - L'Ipcc (Intergovernemtal Panel on Climate Change), il comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che da oggi è in sessione plenaria a Parigi, giudica ipotesi più probabile che l'aumento della temperatura media globale del pianeta sarà compreso tra 0,6 e 0,7 gradi al 2030 e raggiungerà circa 3 gradi o poco più nel 2100. È quanto riferisce Vincenzo Ferrara, direttore del Progetto speciale clima globale dell'Enea e capo del Focal point italiano per l'Ipcc. In un articolo pubblicato sulla rivista online «Villaggio Globale» (www.vglobale.it), Ferrara afferma che l'ultimo rapporto dell'Ipcc «è una requisitoria sulle condizioni climatiche del nostro pianeta, dalla quale emerge che non sussistono più margini di dubbio sui cambiamenti climatici in corso e sull'accelerazione che tali cambiamenti stanno assumendo in questi ultimi anni». «Anche se la scienza non è in grado di prevedere esattamente quale sarà il clima del futuro - prosegue Ferrara - la perturbazione energetica che le attività umane hanno introdotto nel sistema climatico non è assolutamente irrilevante. Al contrario, il rischio di innesco di una futura destabilizzazione del clima del pianeta è ormai troppo alto e non può essere sottovalutato».
Il rapporto Ipcc - riferisce lo studioso - prevede che al 2100 «il livello del mare aumenterà mediamente tra i 28 e i 43 cm, e non tra i 15 e i 90 cm previsti nel rapporto precedente, purché però non si inneschino fenomeni non lineari o di destabilizzazione del sistema climatico. In tal caso, infatti, i ghiacci della Groenlandia e quelli della penisola Antartica potrebbero collassare e l'innalzamento del livello del mare potrebbe arrivare perfino a 7 metri, anche se ciò avverrà nei secoli successivi al 2100». «La calotta polare artica (quella formata dai ghiacci galleggianti) potrebbe, nel 2010, scomparire durante i mesi estivi o comunque ridursi al 10% dell'attuale estensione. Drastiche riduzioni si avrebbero anche per i ghiacciai delle catene montuose poste alle medie e basse latitudini con ripercussioni sulla disponibilità di acqua nei bacini idrologici e nelle falde acquifere dipendenti da tali ghiacciai». Infine, «gli estremi climatici quali le ondate di calore, le precipitazioni intense ed alluvionali delle medie e alte latitudini, prolungati periodi di siccità alle medie e basse latitudini, diventeranno sempre più frequenti ed intensi. Gli estremi climatici, soprattutto precipitazioni e vento) connessi con i ciclonici tropicali, quali uragani e tifoni, e al fenomeno di El Nino, tenderanno a diventare molto più intensi, pur non aumentando il numero dei cicloni tropicali o la frequenza di El Nino».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Nuovo video per BandAdriatica, Elisa canta con Calcutta, il progetto Party Hard racconta Taranto

Nuovo video per BandAdriatica, Elisa canta con Calcutta, il progetto Party Hard racconta Taranto

 
Rotonda - Bari:  il punto con La Voce Biancorossa, segui la diretta

Rotonda - Bari: il punto con La Voce Biancorossa Rivedi la diretta

 
Torre Guaceto: masseria rurale trasformata in resort, sequestri

Torre Guaceto: masseria rurale trasformata in resort, sequestri

 
Decennale della Regia Aeronauticail Re passa in rassegna 4mila piloti

Decennale della Regia Aeronautica
il Re passa in rassegna 4mila piloti

 
Il bimotore Savoia Marchetti S 55uno dei simboli del progresso italiano

Il bimotore Savoia Marchetti S 55
uno dei simboli del progresso italiano

 
Inaugurazione aeroporto di Bariintitolato a Umberto di Savoia

Inaugurazione aeroporto di Bari
intitolato a Umberto di Savoia

 
Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini