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Un presidente sempre più impopolare nelle sue scelte di politica estera

04/06/2004 - Visita a Roma del presidente americano George W.BushWASHINGTON - «L'America non può fallire in Iraq. Le conseguenze di un fallimento sarebbero terribili e dalla portata profonda». Con una difesa a spada tratta della sua strategia per l'Iraq il presidente George W. Bush ha presentato martedì sera l'agenda dei suoi due anni finali alla Casa Bianca, nel discorso sullo Stato dell'Unione, ad un Congresso ostile e ad un'America sempre più diffidente. Un compito difficile: i sondaggi mostrano il presidente degli Stati Uniti a livelli record di impopolarità paragonabili a quelli di Richard Nixon del Watergate e di Jimmy Carter delle code davanti ai distributori di benzina.
Stando agli estratti anticipati del suo discorso, il presidente ha annunciato la proposta di creare «un consiglio consultivo speciale per la guerra al terrorismo composto di leader del Congresso provenienti da entrambi i partiti politici».
Sul fronte dell'Iraq, quello più scottante e più controverso, il presidente Bush ha avuto l'ultima occasione per difendere, davanti alla intera nazione, il suo criticatissimo piano che comprende l'invio di ulteriori truppe a Baghdad e nella provincia 'caldà di Anbar.
Bush ha sottolineato che la nuova strategia annunciata è stata scelta dopo avere esaminato con estrema attenzione con i comandanti militari le opzioni possibili. Bush ha spiegato di avere optato per l'invio di più truppe «perchè questa iniziativa racchiude le migliori possibilità di successo». «Molti in questo Congresso comprendono che l'America non può fallire in Iraq - ha detto Bush - le conseguenze di un fallimento sarebbero terribili».
Bush ha sottolineato l'importanza di trovare soluzioni comuni, bipartisan, adesso che il Congresso è in mano ai democratici. «il Congresso è cambiato ma non sono cambiate le nostre responsabilità - ha detto il presidente, stando alle anticipazioni diffuse dalla casa Bianca - Dobbiamo superare le nostre differenze. Non siamo i primi a trovarci in questa Camera con un governo diviso e con incertezza nell'aria. Come altri prima di noi possiamo superare le differenze e raggiungere grandi risultati per il bene dell'America».
Il discorso contiene anche un ammonimento ai parlamentari, specie quelli repubblicani, che continuano a inondare il Congresso di risoluzioni contro la guerra e contro l'invio di più truppe. Così facendo si rischia di inviare un messaggio sbagliato ai nemici dell'America.
George Bush
Sul fronte interno il presidente Bush ha dato ampio spazio al problema dell'energia e dell'ambiente, proponendo un piano per ridurre del venti per cento il consumo di benzina nel giro di dieci anni. Un risultato da raggiungere usando fonti alternative di energia - come l'etanolo - e migliorando gli standard di efficienza delle automobili mutando gli standard del rapporto tra consumo e chilometri percorsi.
Bush ha sottolineato l'importanza di trovare fonti alternative di energia. «Siamo stati troppo a lungo dipendenti dal petrolio altrui. Dobbiamo ampliare le nostre opportunità per ottenere uno stabile flusso di energia che tenga l'economia americana in moto e tenga allo stesso tempo il nostro ambiente pulito - ha detto Bush - La nostra dipendenza dal petrolio estero ci lascia più vulnerabili ai regimi ostili e ai terroristi che possono metter in crisi i rifornimenti via mare provocando così aumenti del prezzo del petrolio, facendo gravi danni alla nostra economia».
'E' nostro votale interesse - ha aggiunto Bush - diversificare i rifornimenti energetici dell'America e la via maestra è quella della tecnologia»..
Sul fronte della sanità il presidente Bush ha annunciato una proposta per trasformare in riduzioni fiscali le somme spese dagli americani per pagarsi le assicurazioni mediche private.
«Un futuro di speranza e di opportunità comincia con una economia in espansione e questo è quello che abbiamo in questo momento - ha detto Bush, nel discorso preparato - La disoccupazione è bassa, l'inflazione è bassa, i salari stanno aumentando. L'economia è in movimento ed è nostro compito mantenere le cose in questo modo, non con più governo ma con più attività imprenditoriali».
Il livello di popolarità di Bush è caduto in America al 28 per cento, a causa della guerra in Iraq, toccando record negativi che hanno portato molti repubblicani a prendere le distanze dal presidente e dalle sue scelte.
Cristiano Del Riccio

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