Domenica 16 Dicembre 2018 | 16:16

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«Per crescere la Puglia deve puntare sull'energia»

ricerca in Puglia«Un tessuto industriale ha come specchio l'attività di ricerca che lo supporta; se in Puglia non si è spinto molto nella ricerca, evidentemente è perché il sistema imprenditoriale locale non ne sentiva la necessità». Massimo Malavasi si occupa di ricerca da oltre 30 anni, ha brevettato decine di progetti è stato direttore in Ausimont (che all'interno del gruppo Montedison si occupava di chimica applicata sui prodotti derivati del fluoro, ndr.) ed oggi è direttore del settore Ricerca e sviluppo in Itea, che ha un centro di ricerca a Gioia del colle, una delle poche aziende sul territorio locale che si occupano di ricerca pronta per essere messa a disposizione di enti o strutture imprenditoriali. (nella foto da sinistra verso destra: Malavasi, Prontera e Lapietra)
«Io non sono un inventore, mi occupo di ricerca industriale - sottolinea Malavasi - e da anni ci si è resi conto che l'ambito della ricerca applicata è un problema nodale, non solo in Puglia ma in tutt'Italia. In particolare noi ci occupiamo di energia che è base imprescindibile al potenziamento di qualsiasi processo produttivo».
Che l'energia ed il suo approvvigionamento sia la chiave di volta per ogni tipo di sviluppo è un concetto che banalmente è stato compreso da tutti quando negli scorsi anni si sono verificati i blackout elettrici o la Russia ha tagliato i rifornimenti di gas: senza energia non riesce ad andare avanti la singola famiglia, come l'azienda.
«In questi anni in Puglia si è notato un certo interesse per il mondo della ricerca - rileva Malavasi - è come un risveglio, perché siamo solo agli inizi e la posta in gioco è alta. Se la Puglia punta a diventare territorio di trasformazione per la produzione di prodotti di qualità, avrà bisogno di energia e di investire su centri di eccellenza che possano guidare il cambiamento, altrimenti resterà ai margini».

Malavasi ha progettato un reattore, che si trova presso la sede Itea di Gioia del colle, il Dismo, un brevetto internazionale per la produzione di energia che è stato fortemente messo in discussione da gruppi ambientalisti, ma che, non solo ha superato tutti gli standard di controllo ambientali nazionali, è stato acquistato per la realizzazione di impianti in loco da Singapore, che ha dei vincoli ambientali ancora più rigidi.
«In realtà la ricerca che portiamo avanti è proprio per arrivare ad impatto ambientale zero - spiega Cosimo Prontera, ingegnere di Specchia che da 3 anni porta avanti i progetti di ricerca applicati al Dismo - nel reattore grazie a particolari condizioni di temperatura e pressione trattiamo residui industriali o combustibili in assenza di fiamma, non produciamo diossine o polveri sottili, ma solo acqua ed anidride carbonica di più semplice gestione. E' la fiamma che produce le scorie pericolose per l'organismo, ma il nostro brevetto usa una combustione senza fiamma».
Cosimo Prontera e Giuseppe La Pietra (un altro giovane ingegnere che opera a Gioia del colle) sono dei ricercatori a tutti gli effetti, non svolgono solo attività di controllo sull'attività del reattore, ma portano avanti progetti di industrializzazione (la ricerca applicata alle necessità di produzione). «Un processo di ricerca non termina mai - sottolinea La Pietra - è un lavoro complesso che si nutre di ricerca pura, ma anche di pianificazione dei lavori per arrivare ad una messa in opera del progetto stesso e poi alla sua implementazione e miglioramento».
E' in questo ciclo continuo che si misura la differenza tra un'invenzione e il frutto di una ricerca. Se la Puglia vorrà modificare la sua visione di crescita futura avrà necessità di appoggiarsi a tutte le strutture che già sul suo territorio operano in quest'ottica, saper sfruttare e valorizzare le risorse a disposizione, creare nuovi centri di eccellenza e lo dovrà fare all'interno di scelte coerenti ed organiche, altrimenti neanche i 54 miliardi di euro del VII Programma quadro saranno sufficienti. (R. Sche.)

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