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Serbi al voto anche nelle enclave del Kosovo sotto la responsabilità della Brigata Pinerolo di Bari

BARI - Votano per il rinnovo del Parlamento di Belgrado anche le minoranze serbe che vivono asserragliate nelle enclave del Kosovo.
Nell'area di responsabilità della Multinational Task Force West (Mntf) della Kfor ci sono 16 enclave e - dallo scorso ottobre e per i prossimi tre mesi - a capo della Mntf, c'è il comandante della Brigata Pinerolo di Bari, generale Attilio Borreca.
Il momento è delicato. Nell'immediato, il contingente pugliese (assieme agli altri militari italiani e a quelli spagnoli, argentini, ungheresi, romeni e sloveni assegnati alla missione), dovrà garantire il regolare svolgimento delle politiche. Inoltre, se la pax-kosovara dovesse incrinarsi, dovrà supportare Unmik e polizia albanese a mantenere l'ordine.
«Da un punto di vista militare, la situazione nella nostra area è calma, tranquilla, anche se è sempre fragile e imprevedibile», dice il generale di Brigata Borreca, forse ricordando che, d'improvviso, il 17 e il 18 marzo 2004 l'odio esplose violentissimo in Kosovo (negli scontri morirono 19 persone e vi furono 900 feriti).
«L'imprevedibilità c'è - continua Borreca - ma non vedo un collegamento diretto tra le elezioni in Serbia ed eventuali problemi in Kosovo. La definizione dello status verrà decisa dalle Nazioni Unite, non dalla Serbia».
Vero! Ma la Nato qualche preoccupazione la nutre, visto che mercoledì scorso il portavoce dell'Alleanza, James Appathurai, ha detto che sarà rafforzata la forza multinazionale in Kosovo nell'imminenza delle elezioni legislative serbe.
«Non ci si riferisce ad un aumento numerico delle Forze, questo lo posso garantire, almeno nella mia area di responsabilità. Credo si riferisca ad un aumento dell'attenzione. E certamente Kfor non tollererà incidenti e saremo pronti a intervenire per contrastare ogni ostacolo alla nostra missione, che è quella di garantire un ambiente sereno e la libertà di movimento, indipendentemente dall'appartenenza etnica o religiosa».
Operativamente come vi state preparando?
«Ci sono delle aree e delle vie di comunicazione che ora sono più strettamente moni torate, in chiave preventiva proprio per evitare incidenti. Ma certamente non è uno stato d'assedio. Del resto la comunità kosovara, ora che si sta definendo la questione dello status non ha interesse a creare disordini».
«Anche nelle enclave la si tuazione è tranquilla - dice il comandante di Mntf - C'è un seggio in ciascuna di esse e garantiremo il regolare svolgimento delle elezioni. Del resto abbiamo una certa esperienza perchè ci siamo già occupati del referendum in merito alla nuova Costituzione serba. Tutto si svolse senza problemi e le lezioni apprese ci sono state utili anche per organizzare queste votazioni».
m.i.

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