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Omicidio Montani - Per gli investigatori, una "vendetta in famiglia"

Bari - Omicidio di Giovanni Montani BARI - Fu ucciso - secondo l'accusa - per vendicare la morte di suo cugino Salvatore il calciatore diciottenne Giovanni Montani, assassinato nell'ottobre scorso nel rione San Paolo di Bari. Salvatore Montani, anche lui diciottenne e anche lui senza alcun legame noto con la criminalità organizzata, era il figlio del boss Andrea.
Salvatore fu ucciso il 10 giugno 2006 dal proprietario di un negozio di animali durante un litigio: si era presentato nel negozio insieme con Giovanni perché quest'ultimo avrebbe voluto acquistare un cane, per il quale voleva dare 500 euro, mentre il negoziante ne voleva 900. Sarebbe cominciato così un violento litigio, durante il quale il negoziante si recò nel retrobottega, dove teneva illegalmente una pistola semiautomatica calibro 9, e presa l'arma sparò alcuni colpi, due dei quali uccisero Salvatore, che era figlio unico del boss Andrea. Da qui potrebbe essere maturato il desiderio di vendetta da parte dei due uomini arrestati oggi, ritenuti dalla Polizia vicini al clan Montani.
L'ipotesi che l'omicidio del calciatore sia maturato all'interno della famiglia Montani è rafforzata dal fatto - secondo l'accusa - che uno dei due arrestati, Gaetano Capodiferro (soprannominato «Rino u' scannat'»), è cugino di primo grado di Salvatore Montani. Giovanni Montani era invece il figlio di un cugino del boss Andrea Montani, il papà di Salvatore.
Sia a Capodiferro sia all'altro arrestato, Giuseppe Amoruso, soprannominato «colpo in canna», il Pubblico ministero inquirente della Dda (Direzione antimafia) di Bari Lorenzo Lerario contesta i reati di omicidio premeditato e concorso in detenzione e porto illegale di pistola, reati aggravati dall'aver favorito un'associazione di tipo mafioso-camorristico. Capodiferro è in carcere da circa un mese perché fu arrestato da agenti della Squadra mobile di Bari che lo trovarono, assieme ad un complice, in possesso di un'arma da fuoco.
Il ritrovamento dell'arma e l'arresto di Capodiferro - si è appreso oggi - avvennero nell'ambito delle indagini sul delitto del calciatore diciottenne perché agenti della Squadra mobile della Questura di Bari, diretti da Luigi Liguori, riuscirono ad intercettare una conversazione ritenuta di particolare interesse investigativo.
Il clan Montani era uno dei due agguerriti gruppi criminali che dominavano il quartiere San Paolo e altre zone della città negli anni Ottanta: Andrea, con gli altri capiclan del quartiere e di Bari vecchia, finì in carcere nel '91, nell'ambito del primo grande processo ai clan concluso nel '93 con pene dure per gli imputati, ed è tuttora detenuto.

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