Martedì 18 Dicembre 2018 | 18:50

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Esercito - L'operazione "Althea"

Esercito italiano in Bosnia Il contributo italiano all'Operazione "Althea" si traduce nel contingente denominato "Italfor Bosnia", basato sull'82° Reggimento Fanteria "Torino" della Brigata corazzata "Pinerolo", al comando del colonnello Gian Luca Giovannini.
Il contingente si compone di diverse unità, tra cui le più significative sono sicuramente rappresentate dal comando dell'82° Reggimento, da una Compagnia trasmissioni del 232° Reggimento di Avellino, dal supporto ad ala rotante fornito dal 54° Gruppo elicotteri dell'Aviazione leggera dell'Esercito di stanza a Bolzano e dalla Compagnia operativa, che inquadra militari dell'82° Reggimento "Torino", di altri reparti della Brigata corazzata "Pinerolo" ed unità del Genio provenienti dal 4° Reggimento genio di Palermo.
La Compagnia operativa è dislocata presso la città di Rogatica (sud - est di Sarajevo), ed annovera tra i suoi onerosi e numerosi compiti anche quello di pattugliare l'area di responsabilità a garanzia della sicurezza della popolazione locale; di contribuire al contrasto di traffici illeciti ed alla ricerca di armi, di munizionamento e di materiale esplosivo. Il tutto allo scopo di monitorare e prevenire possibili attività criminali compiute a danno dei cittadini e delle istituzioni della Bosnia Herzegovina.
Nel periodo sino ad ora trascorso dall'82° Reggimento "Torino" elevata e varia è stata la quantità di materiale bellico ritrovato, sia attraverso le operazioni denominate "Harvest" (raccolta: consistenti nella raccolta di armi spontaneamente consegnate dalla popolazione a seguito di campagne informative preventive), sia attraverso la scoperta di depositi occulti, retaggio del conflitto che ha insanguinato la Bosnia-Herzegovina undici anni fa.
Di seguito alcuni dati di queste attività:
• 273 pattuglie diurne
• 345 pattuglie notturne
• 10 esercitazioni di tiro per il mantenimento dell'operatività
• 5 esercitazioni per il controllo della folla con elementi delle Forze dell'Ordine italiane (Carabinieri) e straniere
• 6 esercitazioni di elisbarco con vettori italiani e stranieri.

Materiale rinvenuto nel corso di operazioni Harvest e Mosquito:
• 53 armi leggere tra fucili mitragliatori, mitragliatrici;
• 153 bombe a mano
• 24148 munizioni di vario calibro
• 10,6 Kg di tritolo
• 69 bombe da mortaio
• 220 mine antiuomo
• 12 mine anticarro
• 7 razzi controcarro
• 13 bombe lacrimogene.
Parallelamente all'azione operativa di prevenzione e deterrenza, è stata svolta una notevole attività di sostegno e Cooperazione civile e militare attraverso la cellula Cimic del Contingente, che ha contribuito in maniera inequivocabile all'acquisizione, mantenimento ed ampliamento del consenso della popolazione civile.
Tale attività, svolta su tutto il territorio bosniaco solo dai militari italiani, si concretizza attraverso la distribuzione di aiuti umanitari. Degna di nota è inoltre l'attività sanitaria svolta a favore di pazienti bosniaci, soprattutto bambini, che vengono inviati in Italia per cure e controlli medici, relativamente a gravi patologie non altrimenti curabili nelle strutture della Bosnia Erzegovina.
A queste attività collaborano svariate "onlus" ed Organizzazioni umanitarie italiane, oltre ovviamente alla Croce Rossa. Il supporto dei militari della cellula Cimic è fondamentale, in quanto rappresentano il ponte di collegamento tra le organizzazioni stanziate sul territorio della Bosnia - Herzegovina, i responsabili dei villaggi e dei campi di accoglienza e le Autorità locali.
Sono state inoltre svolte attività di ricostruzione e miglioramento delle infrastrutture e della viabilità danneggiate dalla guerra (strade, ponti, scuole ed abitazioni), sono stati forniti contributi sanitari svolti dai medici del Contingente che effettuano visite nei luoghi dove non vi è possibilità assistenza, con particolare attenzione a bambini e persone anziane ed evacuazioni sanitarie d'emergenza effettuate dal Gruppo Squadrone Elicotteri. Tutto questo ovviamente contribuisce a restituire alla popolazione locale parte di ciò che la guerra ha tolto loro.
La cellula Cimic ha distribuito, dalla seconda metà di giugno ad oggi, circa 80 tonnellate di Aiuti Umanitari tra generi alimentari, mobilio, materiale sanitario e per l'igiene personale, giocattoli ed attrezzi da lavoro in villaggi, strutture sanitarie, campi di accoglienza profughi e di rientrati di tutte le etnie, sparsi ovunque sul territorio bosniaco.
Il 9 dicembre la cellula Cimic del Contingente ha terminato la sua attività, donando alla comunità montana di Borovica 140 quintali di aiuti umanitari ed una motoslitta (acquistata in Italia con il contributo del Dott. Leitner della Intercom, Campo di Tenz - Bolzano), mezzo indispensabile ai circa 100 membri cattolici di Borovica per garantirsi i collegamenti e la sopravvivenza in un luogo che le difficoltà ambientali e le distruzioni causate dalla guerra hanno reso oltremodo ostile.
Lo scorso settembre i militari italiani hanno dato un contributo notevole per l'apertura di un caseificio, realizzato secondo gli standard europei, presso la città di Visegrad, contribuendo alla rinascita sociale ed economica del paese, tanto che in segno di gratitudine il sindaco della città ha insignito il col. Giovannini e la Bandiera di guerra dell'82° Reggimento "Torino" della Medaglia d'oro al Valor civile della Repubblica Srpska.
Anche in questa occasione decisivo è stato l'operato comune della cellula Cimic e delle "Lot" Italiane, Queste unità, il cui nome è l'acronimo di «Liaison and Observation Team» (unità di collegamento ed osservazione) operano sul territorio bosniaco dall'aprile 2004 vivendo a diretto contatto con la popolazione all'interno di abitazioni civili, perfettamente integrati nel tessuto sociale in cui vengono impiegate.
L'opera dei "Lot" si concretizza attraverso la partecipazione agli incontri tra le autorità locali, al contatto con esponenti delle realtà socio-economiche del posto ed all'apertura al dialogo con le istituzioni religiose presenti in Bosnia Herzegovina (mussulmana, cristiano-ortodossa e cattolica).
L'elemento che gioca un ruolo fondamentale in questa tipologia d'impiego è la fiducia che la popolazione deve poter riporre nell'operato di questo team. L'attività svolta, non a fini di "intelligence", ha lo scopo di osservare e raccogliere informazioni vivendo giornalmente a stretto contatto con la realtà locale.  Solo attraverso la fiducia della popolazione locale, il "Lot" può comprendere e riferire sui vari aspetti della vita della comunità, riportandone gli umori e le istanze.
Il personale dei "Lot" ricostruisce una panoramica quanto più accurata possibile delle aree monitorate, delle loro dinamiche sociali ed economiche, utile a meglio orientare le ulteriori azioni e gli sforzi da intraprendere da parte delle Forze Multinazionali; per questa ragione i "Lot" sono considerati "gli occhi e le  orecchie" di Eufor.
L'opera dei "Lot" in questi sei mesi ha permesso al Contingente Italiano e ad "Eufor" di riallacciare rapporti da tempo interrotti con alcuni tra i massimi esponenti delle tre religioni presenti in Bosnia, ha contribuito alle attività di ricerca e raccolta armi da parte della compagnia operativa (attraverso campagne informative e preventive condotto a favore della popolazione bosniaca), contribuito a dare visibilità al Contingente italiano prendendo parte ad attività sociali, sportive, culturali e partecipando all'attività umanitaria assieme alla cellula "Cimic".
Tramite una videoconferenza, tenutasi ai primi di dicembre, i "Lot" italiani hanno promosso un gemellaggio tra alcune scuole di Sarajevo ed il Comune di Toritto (Bari).
Non ultimo è da rilevare il grande lavoro svolto dalle unità logistiche del Contingente, composte da militari dell'82° Reggimento "Torino", del 6° "Retra" (Reparto trasporti) di Budrio (Bologna) e del 6° "Rema" (Reparto di manovra) di Pisa, che nel corso della missione hanno percorso 352.832 Km. trasportando 1544 tonnellate di materiale, garantendo in ogni circostanza i collegamenti sul territorio e con la madrepatria e mettendo in atto, tramite l'assetto medico e veterinario, diverse attività sanitarie e di disinfezione e controllo.

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