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Distretti industriali e regioni puntano all'Emas

BRUXELLES - Anche le piccole e piccolissime imprese possono diventare «più verdi»: ne sono convinte le quattro regioni italiane, Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Lombardia che oggi hanno presentato alla Commissione europea una proposta per estendere la certificazione ambientale Emas anche alle aggregazioni territoriali come i distretti industriali o a realtà non produttive.
Finora le certificazioni europee, che aiutano le società a migliorare il loro impegno per la sostenibilità ambientale, hanno raggiunto quota cinquemila, ultima in ordine di tempo quella assegnata alla Centrale idroelettrica di Terni. In Italia - primo paese Ue per numero di Emas -possono fregiarsi dei «certificati verdi» circa seicento imprese, 350 delle quali nelle quattro regioni che oggi sono venute a Bruxelles per chiedere una maggiore attenzione, magari con una speciale registrazione, anche per realtà come le piccole imprese dei distretti industriali, i porti e i consorzi turistici o i parchi e le aree protette.
«Abbiamo presentato alla Commissione - ha spiegato l'assessore toscano Marino Artusa, dopo l'incontro con i vertici della direzione Ambiente dell'esecutivo Ue - esperienze già avanzate di sensibilizzazione ai problemi dell'ambiente di diversi distretti industriali». Alcuni, come il distretto chimico di Ravenna, quello ceramico di Modena-Reggio Emilia o quello del mobile di Pordenone, tra l'altro, hanno già ricevuto riconoscimenti a livello nazionale, mentre altri, come quelli toscano della carta e del tessile, sono sulla buona strada.
L'obiettivo delle regioni è quello di creare, in sostanza, una nuova cultura «verde» anche tra quelle aziende di piccolissime dimensioni che, talvolta, fanno fatica a conformarsi alle stesse normative ambientali in vigore: un processo per tappe, incentivato con finanziamenti regionali e con fondi comunitari, ma che potrebbe essere valorizzato anche a livello Ue con l'estensione della certificazione Emas.
A Bruxelles, dove le regioni hanno detto di aver trovato orecchie attente, Toscana, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna hanno portato anche 19 lettere di amministrazioni locali e associazioni di imprenditori di tutta Italia che si dichiarano pronti pronti a promuovere un «Emas territoriale».

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