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Caso Reggina: quattro partite finite nel mirino

REGGIO CALABRIA - E' a causa dei presunti illeciti sportivi commessi in quattro partite del campionato 2004-05 che, nell'agosto scorso, si è giunti al deferimento della Reggina ed alla successiva condanna a 15 punti di penalizzazione decisa dalla Caf e confermata dalla Corte Federale.
I giudici di secondo grado confermarono anche una multa di centomila euro e la pena per il presidente della società Lillo Foti a 2 anni e 6 mesi di inibizione più 30.000 euro di ammenda. Il procuratore Stefano Palazzi aveva chiesto per la Reggina la retrocessione in B con una penalizzazione di 15 punti. Per il presidente della squadra calabrese erano stati chiesti invece cinque anni di squalifica, con proposta di radiazione.
Nell'atto di deferimento la società calabrese fu accusata di aver commesso l'illecito per procurarsi un vantaggio in classifica, e questo con una serie di condotte sleali, reiterate indirizzate soprattutto a condizionare gli arbitri. Il procuratore federale sostenne, infatti, che c'erano stati atti finalizzati ad alterare le partite. «C' era - disse Palazzi nell'arringa dinanzi alla Caf - uno schema preciso: contatto col designatore per attenzioni e poi con l'arbitro. La condotta del presidente della Reggina Foti ha superato la fase preparatoria, perché c' è la prova piena sufficiente dell' illecito disciplinare con atti diretti ed idonei ad alterare le partite». Per la procura federale nei confronti della «Reggina ci sono molteplicità di titoli di responsabilità - art.1, ma anche art.6/9/2 - l' illecito è meno grave di altri rispetto a quelli commessi da altri soggetti che hanno effettuato violazioni simili».
I difensori degli amaranto hanno sempre sostenuto, invece, che un atto di slealtà non doveva essere considerato come un illecito sportivo. La difesa della Reggina aveva evidenziato inoltre che la sanzione comminata dalla Caf era sproporzionata perchè il comportamento della società calabrese non era qualificabile come quello di altre società. «Se - aggiunse il legale della Reggina, Carlo Morace - ogni comportamento del presidente Foti non si è tradotto in favori in classifica è iniquo penalizzare la società nel punteggio, perché Foti non aveva alcuna intenzione di ottenere vantaggi in classifica».

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