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Il pm Henry John Woodcock dai Savoia alle veline, indagini da grande risalto che poi finiscono spesso per «sgonfiarsi»

Henry John Woodcock POTENZA - Ha 39 anni, di padre inglese e madre napoletana, il sostituto procuratore del Tribunale di Potenza Henry John Woodcock, titolare di clamorose inchieste e che adesso è alle prese con un presunto giro di ricatti perpetrati con le foto di Vip, un'istruttoria che prevede clamorosi colpi di scena e che ha visto già sfilare,come testimoni e parti lese, attrici,calciatori e giornalisti. Insomma, un'altra inchiesta che farà rumore. Una delle più eclatanti, di quelle firmate in passato da Woodcock, è stata il 'Savoia-Gatè, che il 16 giugno scorso ha portato all'arresto di Vittorio Emanuele di Savoia, arrestato insieme ad altre 12 persone per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione ed allo sfruttamento della prostituzione.

Aveva fatto rumore anche l'inchiesta del 2003, ribattezzata «Vip-gate», che nel dicembre del 2003 portò all'iscrizione nel registro degli indagati di 78 persone tra cui politici, due ministri, personaggi dello spettacolo e del giornalismo, funzionari di Ministeri, Comuni, enti pubblici per una serie di reati che andavano dall'associazione per delinquere per la turbativa di appalti all'estorsione, alla corruzione, al millantato credito ed al favoreggiamento. Le richieste di arresti furono respinte dal gip Romaniello. Un'inchiesta che si concluse con l'archiviazione degli indagati più noti ma qualche fascicolo è ancora aperto in altre Procure.

Un pm schivo e sportivo, Woodcock, che ama le motociclette. Solleva polemiche ad ogni inchiesta, come quella di giugno nelle cui pieghe è spuntato anche il filone 'vallettopoli', e non risponde alle critiche, che arrivano anche dai leader della politica. Piace però ad una parte dell'opinione pubblica perchè non si ferma davanti ai segreti dei santuari del potere. Di fronte agli attacchi la categoria dei magistrati prende le sue difese.

Woodcock è diventato magistrato nel 1996. E' a Potenza sin dall'inizio della sua carriera. In Basilicata si è subito imposto all'attenzione. Il magistrato dal cognome inglese e dall'accento napoletano ha indagato anche sulle tangenti Inail - che decapitò i vertici nazionali dell'istituto - e sulle tangenti del petrolio in Basilicata, arrivando a fare arrestare o indagando anche politici lucani di primo piano.
Nella carriera di Henry John Woodcock, il primo arresto eccellente fu quello dell'ex senatore Ds e sindaco di Castellaneta (Taranto), Rocco Loreto, finito in manette il 4 giugno del 2001 per calunnia e violenza privata nei confronti di un magistrato della Procura di Taranto, pochi giorni dopo la cessazione dalla carica parlamentare.

Nel 2002 l"exploit' Inail. Woodcock raccoglie la testimonianza di un ex dipendente di una nota azienda potentina edile e scopre un presunto giro di mazzette per appalti per la realizzazione di sedi dell'Inail ad Avellino, a Villa d'Agri (Potenza) ed in altre città d'Italia. E' un terremoto giudiziario. Da un troncone dell'inchiesta-Inail nel settembre successivo nasce l'inchiesta sulle presunte tangenti dell'oleodotto di Viggiano che coinvolge imprenditori e funzionari dell'Eni. Altre 17 persone vengono arrestate.

Poi l'inchiesta 'Vip-Gate' del dicembre del 2003 con 78 indagati nata da elementi raccolti proprio durante gli interrogatori dell'inchiesta-Inail e che riguardano vicende a larghissimo raggio. Vicende prevalentemente avvenute a Roma, ragion per cui il gip Gerardina Romaniello, lo stesso giudice che invece firmò le ordinanze di carcerazione per le tangenti-Inail, negò per incompetenza territoriale i 56 provvedimenti restrittivi, di cui 21 in carcere, 26 ai domiciliari e 9 impedienti le pubbliche funzioni o l'esercizio di attività private.
Woodcock è noto negli ambienti giudiziari anche come un mastino irriducibile. Alcuni anni fa aveva anche pubblicamente contestato la decisione del gip di negare i provvedimenti restrittivi e presentato ricorso. Aveva fatto lo stesso anche quando il Senato aveva scagionato il suo primo arrestato eccellente, Loreto, attribuendo le dichiarazioni ritenute calunniose dal pm, all'esercizio delle funzioni parlamentari, quindi coperte da immunità e procedendo così a inviare gli atti alla Corte costituzionale invocando il conflitto tra poteri dello Stato.

Altra clamorosa inchiesta il 22 novembre del 2004, «Iene 2», sui legami tra criminalità, politica e affari nella gestione degli appalti in Basilicata e che ha provocato un nuovo terremoto politico. A condurla il sostituto procuratore della Dda lucana, Vincenzo Montemurro, e Woodcock. Cinquantadue gli arresti eseguiti dai Carabinieri del Ros. I reati contestati: associazione per delinquere di tipo mafioso, turbativa d'asta, estorsione, usura, al riciclaggio e corruzione. E soprattutto hanno fatto rumore gli avvisi di garanzia eccellenti agli uomini politici lucani di primo piano che si sono tutti dichiarati estranei ai fatti contestati. Gran parte degli arrestati è stata poi rimessa in libertà dal Riesame e ne sono seguite vivaci polemiche tra avvocati e magistratura, con scioperi a ripetizione dei primi.

Non è finita. Altra istruttoria, stavolta di respiro internazionale, è il cosiddetto 'Somalia-Gate', sfociata in 17 arresti della Polizia. Viene scoperto un sistema di truffe ai danni di imprenditori di varie parti d'Italia che venivano raggirati. L'organizzazione, millantando legami con i servizi segreti e organizzazioni internazionali, induceva imprenditori a finanziarie inesistenti progetti di joint-ventures per affari in Somalia ed all'estero. L'inchiesta è arrivata anche a toccare il governo somalo.

Quindi, a giugno, l'inchiesta-Savoia che ha tenuto banco per oltre un mese per la risonanza dovuta ai fatti contestati a Vittorio Emanuele di Savoia, accusato insieme ad altri in vicende riguardanti due filoni, quello dei Monopoli di Stato (per il rilascio di nulla osta per apparecchiature da gioco elettroniche) e quello del Casinò di Campione d'Italia. Nell'inchiesta anche un fascicolo su episodi in cui l'accusa ipotizza il reato di concussione sessuale con il coinvolgimento di sobrette televisive.
Vicende che hanno avuto uno strascico molto lungo, soprattutto per le intercettazioni copiosamente pubblicate sui giornali. Uno stralcio di quell'inchiesta ha dato l'avvio ad una nuova inchiesta, attualmente in corso, che potrebbe essere ribattezzata 'Velinopoli'.

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