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Damiano: «Cancelleremo solo il lavoro molto precario»

ministro del lavoro Cesare DamianoVICENZA - La legge Biagi non sarà abrogata, ma saranno modificate le norme che riguardano forme di lavoro molto precario. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano ne ha parlato oggi a Vicenza: «Non abbiamo scritto nel programma - ha detto - che abrogheremo la legge Biagi, ma sicuramente cancelleremo le forme di lavoro più precarizzate, ad esempio il lavoro a chiamata».
Riguardo al problema dei precari, Damiano ha tenuto a sottolineare: «Il governo è fortemente impegnato nella lotta contro la precarietà, contro il lavoro nero, e per la sicurezza del lavoro. Questi sono temi che emergono nell'agenda politica non solo del governo, ma della società. Insisto sull'esigenza che in Italia occorre una svolta culturale, oltre che politica, che metta al centro il tema del lavoro, altrimenti anche le buone leggi che stiamo facendo non sono sufficienti».

SULLE PENSIONI ESISTE UN MEMORANDUM DA RISPETTARE
Il memorandum sottoscritto a suo tempo da Prodi, Damiano, Padoa Schioppa e dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil è il punto di riferimento per discutere, dal prossimo anno, delle pensioni. Il ministro Cesare Damiano lo ha ricordato, replicando alle polemiche sull'innalzamento o meno dell'età pensionabile: «Il memorandum - ha ripetuto - è firmato dal presidente del Consiglio, dai ministri dell'Economia e del Lavoro, assieme ai segretari di Cgil, Cisl e Uil. Mi pare che sia un punto di riferimento».
«Di pensioni - ha spiegato ancora Damiano - discuteremo il prossimo anno, per me quel memorandum è un punto di riferimento, il decalogo al quale guardare. Quando parliamo di pensioni, dobbiamo ricordare che dopo il 1995 con la riforma Dini sono avvenuti due fatti di cui non abbiamo tenuto conto: uno è il problema legato all'aumento dell'età pensionabile, il secondo è che è aumentata la precarietà del lavoro. Nel memorandum c'è anche scritto che dobbiamo rivalutare e aumentare le pensioni in essere e dobbiamo pensare a dei sistemi di copertura previdenziale per chi ha un lavoro discontinuo, ad esempio i contributi figurativi nei periodi di non lavoro».
Damiano tiene a sottolineare che non si tratterà di riforma delle pensioni «ma di una revisione del sistema per renderlo più sensibile come era il sistema Dini prima delle controriforme di Maroni».
«Parliamo anche di un'equità che noi vogliamo introdurre nel sistema medesimo - ha aggiunto ancora il ministro - non intendo assolutamente utilizzare le risorse pensionistiche per mettere ordine nei conti dello Stato, voglio che il sistema sia in equilibrio per oggi e per chi andrà in pensione nei prossimi anni».

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