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Una task force a Bari tra punizioni e Polizia fuori dalle scuole

BARI - Punizioni «esemplari» con sospensioni fino a 15 giorni per gli alunni che compiono atti di vandalismo e bullismo, personale in divisa delle Forze di polizia che visiterà occasionalmente gli istituti scolastici, assistenti sociali che incontreranno i ragazzi a rischio, tempi più solleciti per l'esame delle denunce penali inviate al Tribunale per i minorenni, maggiore attenzione ai locali da ballo aperti al mattino che determinano dispersione scolastica, istituzione di una task force (formata da un docente, un appartenente alle forze ordine e uno provveditorato) che si recherà nelle scuole dove è più forte il disagio.
Sono solo alcuni dei provvedimenti proposti durante la riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito stamattina a Bari dopo gli episodi di bullismo e vandalismo verificatisi negli ultimi giorni. Vi hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto del capoluogo barese Carlo Schilardi, il questore Francesco Gratteri, i responsabili provinciali delle Forze dell'ordine, esponenti della magistratura minorile e di diverse scuole medie e superiori considerate più a rischio.
Nel corso della riunione è stato anche affrontato il problema dei furti del materiale scolastico e dell'assenza per malattia del personale docente e non docente. Prefetto e questore hanno chiesto alla Provincia di Bari (che fornisce alle scuole il materiale) di marchiare tutto ciò che consegna con la dicitura 'Provincia di Barì; per quanto riguarda le assenze per malattia, la prefettura invierà alle Ausl territoriali una circolare «affinchè - ha detto il prefetto - siano incrementate le visite fiscali, che a volte non vengono neppure fatte».
Tra gli altri provvedimenti proposti vi è l'incremento degli obblighi dei colloqui scolastici con le famiglie, che sono state considerate un po' le «grandi assenti» rispetto alle vicende trattate nell'incontro; è stato chiesto di denunciare ("anche se la firma non è perfettamente leggibile") tutti gli episodi di bullismo, che avvengono soprattutto fuori dalle scuole e hanno per protagonisti ragazzini tra i 12 e i 13 anni. Questi - ha confermato il prefetto - «non sono appartenenti a gruppi familiari riconducibili alla criminalità organizzata, ma a famiglie bene dove le carenze educative si sentono maggiormente».
Sul fronte delle punizioni - ha sottolineato Schilardi - «bisogna agire senza indulgenza sia a livello disciplinare-scolastico sia a livello giudiziario. Sia la magistratura sia i presidi hanno chiesto provvedimenti più duri. Quelli disciplinari non potranno superare i 15 giorni, è stato detto dal provveditore, perchè sono incostituzionali ma di sicuro si possono adottare provvedimenti di più breve durata che incidono sul curriculum scolastico e a livello famigliare»..

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