Lunedì 25 Gennaio 2021 | 08:10

Il Biancorosso

Serie C
Bari calcio, al San Nicola i biancorossi affondano il Francavilla con un secco 4-1

Bari calcio, al San Nicola i biancorossi affondano il Francavilla con un secco 4-1

 

NEWS DALLE PROVINCE

Covid news h 24Emergenza contagi
Ceglie Messapica, focolaio Covid in un scuola media con 18 positivi: 13 studenti e 5 docenti

Ceglie Messapica, focolaio Covid in un scuola media con 18 positivi: 13 studenti e 5 docenti

 
Foggiala tragedia
San Severo, carambola tra auto sulla Sp 109: due le persone morte

San Severo, carambola tra auto sulla Sp 109: il bilancio è di due morti

 
Leccela polemica
Lecce, melodia tipica salentina usata per canzone che inneggia a malavitosi: «La musica è cosa seria»

Lecce, melodia tipica salentina usata per canzone che inneggia a malavitosi: «La musica è cosa seria»

 
MateraIl mistero
Rotondella, omicidio ingegnere: eseguita autopsia. L'amico ferito è in coma

Rotondella, omicidio ingegnere: eseguita autopsia. L'amico ferito è in coma

 
Batviabilità
Andria, lavori infiniti sulla Sp 231 aumentano disagi e pericoli

Andria, lavori infiniti sulla Sp 231 aumentano disagi e pericoli

 
Baricontagi coronavirus
Emergenza Covid, 12 positivi su 3.533 test compiuti in scuole del Barese

Emergenza Covid, 12 positivi su 3.533 test compiuti in scuole del Barese

 
Potenza«silver economy»
Crisi economica da pandemia: la Basilicata fa leva sui pensionati

Crisi economica da pandemia: la Basilicata fa leva sui pensionati

 

i più letti

Sangalli: la finanziaria non riesce a leggere la realtà di un ceto medio

ROMA - «In un panorama europeo in cambiamento e forse in ripresa, l'Italia appare ancora sotto sforzo soprattutto «perchè, ormai da troppi anni, si trova a fare i conti con una crescita economica lenta». Ad affermarlo è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli in occasione della presentazione del rapporto Censis-Confcommercio «I consumi in Italia e in Europea nel 2006». E proprio perchè l'Italia si trova in questa situazione, evidenzia Sangalli, «ciò non solo rende arduo realizzare più equità sociale e più sviluppo, ma aggrava le difficoltà della finanza pubblica e rende oggettivamente impervio il percorso di miglioramento dei conti dello Stato».
La riflessività sui consumi in Italia - dove appena il 30% delle famiglie contattate prevede di intensificarli nell'ultima parte dell'anno, a fronte, ad esempio, del 54,9% della Spagna - «ci sembra dunque, - sottolinea il presidente di Confcommercio- la traduzione puntuale della realtà macroeconomica del paese». Un paese che, «nonostante una manovra finanziaria da 35 mld di euro e nonostante il rientro dall'extradeficit, si attende, per il prossimo anno, una crescita del pil intorno all'1,4%. In rallentamento, dunque, rispetto all'1,7% con cui dovrebbe chiudersi, per effetto della ripresina, l'anno in corso».
Un paese riflessivo e sotto sforzo, dunque, evidenzia Sangali, «a cui ancora non sembra che la rotta sia cambiata». E il problema non è quello «di non essere riusciti a rendere esplicito il collegamento tra risanamento e riforme. A nostro avviso, putroppo, la questione è più radicale». Nella finanziaria, sottolinea, «il collegamento non c'è, non c'è proprio».

Secondo Sangalli, infatti, «le riforme destinate ad incidere sulla dinamica strutturale della spesa pubblica in finanziaria non vengono affrontate. E rinviare la soluzione di questioni oggettivamente urgenti certo non contribuisce a dare certezze e fiducia ai consumatori, alle famiglie, alle imprese».
Questa finanziaria, aggiunge il presidente di Confcommercio, «non indica un progetto. E senza un chiaro, riconoscibile e condiviso progetto per il futuro, il paese non riparte. Del resto, il cammino della finanziaria non è ancora concluso, ma già si affollano proposte di 'patti per la crescità. Se non si tratta di semplici segnali di fumo - sottolinea Sangalli -, noi siamo pronti a fare, come sempre, la nostra parte. Ma gli obiettivi devono essere chiari, pochi, coerenti. Le infrastrutture, e del resto i nodi di Alitalia e delle Ferrovie dello Stato sono ormai venuti al pettine, e l'innovazione del sistema dei servizi e dei trasporti, del commercio e del turismo: il vero volano sul quale investire per rafforzare produttività e crescita».

Questa manovra, evidenzia ancora Sangalli, «non riesce a leggere la realtà di un ceto medio diffuso fatto di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e di attività d'impresa. Un ceto medio che tutto insieme fa fatica ed è sotto sforzo». In quell'immagine del paese spaccato tra 'ricchì e 'poverì, aggiunge, «in questa incapacità di comprendere l'Italia dei ceti medi, è certificata la battaglia persa dalle componenti moderate e riformiste della maggioranza del Governo. E' certificato il peso della cambiale politica che si è dovuta onorare con il sindacato e con la sinistra massimalista. Salvo poi ritrovarsi in piazza tanto il Sindacato, quanto compenenti dello stesso governo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400